Tavoli della Legalità

L'Upter lancia l'Università di quartiere

Presidente, vogliamo riaprire alcune sedi, disastro con il Covid

Redazione Ansa

(ANSA) - ROMA, 28 FEB - "Sono 36 anni che l'Upter, l'Università popolare di Roma, opera con un obiettivo chiaro: permettere a chi lo desidera, per sensibilità e piacere personale, accrescere la propria conoscenza e contribuire ad un innalzamento culturale generale, di recuperare conoscenze perdute o mai avute, convinti che solo in questo modo si può migliorare la qualità della vita personale e collettiva". Inizia con queste parole una lettera aperta del presidente dell'Upter, Francesco Florenzano, a soci e simpatizzanti.
    "La Pandemia Covid-19 ci ha spossati, affaticati, impoveriti.
    Il numero dei nostri soci si è drasticamente ridotto, così anche le nostre entrate economiche, si sono ridotte le sedi, il numero dei collaboratori e dei volontari. Insomma, un decremento generale a cui però si contrappone un incremento dell'individualismo: molti pensano che fare da sé sia sufficiente, rinunciando così a partecipare ad incontri e a corsi.
    Quest'anno dobbiamo rilanciare le nostre attività e riportare nei quartieri della città una esperienza e una competenza che ha caratterizzato la città negli anni passati. Lo vogliamo fare lanciando un nuovo progetto denominato Università di Quartiere.
    In pratica, vogliamo riaprire alcune sedi, in concorso con i cittadini e con altre esperienze esistenti, in modo da permette a chi non può o non vuole allontanarsi da casa, di partecipare attivamente al progetto.
    Questo progetto ha bisogno di essere finanziato. Gli Enti pubblici (Stato, Regione, Comune) si sono tristemente ritirati da tempo, essi non finanziano quasi nulla e quando lo fanno, inseriscono clausole burocratiche scoraggianti e a volte penalizzanti". Di qui la richiesta di aiuto a chi volesse contribuire al lancio del progetto. (ANSA).
   

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