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'No women no panel', accordo per garantire più presenza a donne

Liguria sesta regione ad aderire a campagna europea

Redazione Ansa

(ANSA) - GENOVA, 16 FEB - Anche la Liguria, sesta regione in ordine di tempo, aderisce alla campagna europea 'No women no panel - Senza donne non se ne parla', introdotta in Italia dalla Rai per promuovere spazio e ruolo per le donne anche nel dibattito pubblico. La presidente Rai Marinella Soldi ha siglato oggi a Genova il protocollo, che fra l'altro prevede di garantire la rappresentanza delle donne in convegni e talk show, con il governatore Giovanni Toti, il sindaco di Genova Marco Bucci, la consigliera della città metropolitana Laura Repetto, il prorettore dell'Università di Genova Fabrizio Benente, il direttore scientifico dell'Iit Giorgio Metta e la vicepresidente di Confindustria Genova, Sonia Sandei.
    "La discriminazione verso le donne non può avere spazio nel nostro Paese, firmiamo questo protocollo con i territori perché così si può misurare concretamente questa battaglia. Chi aderisce si impegna a contare le presenze femminili e maschili negli eventi e ad elaborare i dati raccolti - spiega Soldi -.
    Contarsi aiuta ad essere consapevoli e migliorare dove necessario". In Regione Liguria la parità di genere, intanto, è già realtà. "Il 58% dei direttori, il 47% dei dirigenti e il 61% dei funzionari regionali è donna - elenca Toti -. Sono contento di firmare questo protocollo che è un momento importante all'interno del percorso che come Regione stiamo portando avanti sul fronte della parità di genere, che non è solo di equità ma anche di partecipazione alla vita economica e sociale del Paese". E parte dai numeri anche Bucci. "Il 57% dei nostri impiegati è donna e il 64% dei dirigenti e non c'è alcuna differenza di stipendio" sottolinea. Un altro numero che può essere di stimolo per le aziende è quello che porta Sonia Sandei: "L'inclusione, la diversity, è anche davvero un affare: con il 30% di dirigenti donna in più in azienda abbiamo il 15% di aumento della redditività". Sulla strada della riduzione del divario di genere si muove anche l'Istituto italiano di tecnologia. "Dove si pensano cose nuove le diversità sono una ricchezza" sottolinea Metta. E anche l'Università ha avviato iniziative a supporto della parità di genere nel suo piano strategico. (ANSA).
   

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