Istituzioni

Ergastolo ostativo: Csm,auspicabile differenza mafia-altri reati

Parere su primo decreto governo votata a maggioranza in Plenum

Redazione Ansa

(ANSA) - ROMA, 22 DIC - C'è "apprezzamento" per l'iniziativa legislativa sull'ergastolo ostativo che ha accolto l'invito della Corte Costituzionale e "ha evitato l'intervento di una pronuncia caducatoria", ma sarebbero auspicabili alcune modifiche, in particolare la distinzione tra mafia e altri reati. Lo sottolinea il parere del Csm sul primo decreto del governo Meloni su ergastolo ostativo, rave party e rinvio della riforma Cartabia. Il testo è stato votato all'unanimità in commissione e a maggioranza dal Plenum, con alcuni distinguo.
    In particolare, secondo il Csm "sarebbe stata auspicabile una più netta differenziazione tra i delitti di criminalità organizzata di stampo mafioso, con riferimento ai quali maggiormente si giustifica una presunzione di pericolosità in assenza di una condotta di collaborazione, rispetto ad altri delitti" sempre gravi ma "meno connotati da quei caratteri di stabilità e pervasività tipici dei primi". Il parere propone quindi al legislatore di valutare il ripristino delle figure della collaborazione "irrilevante, impossibile e inesigibile" solo per i condannati per reati diversi da quelli di criminalità organizzata di stampo mafioso.
    Quanto alla parte del decreto che riguarda i rave party, il Csm sottolinea che l'emendamento governativo in fase di conversione in legge elimina la mancanza di specificità e tassatività della norma superando le criticità e le incongruenze che erano state sollevate. Sul rinvio della riforma Cartabia, il Csm sottolinea "favorevolmente" che sono state recepite molte delle istanze dei capi degli uffici.
    Per il consigliere Mario Suriano, relatore del parere "è apprezzabile la tempestività dell'intervento del governo in tema di ergastolo ostativo ma la riforma sull'ergastolo ostativo va accompagnata necessariamente da una previsione di incrementi di risorse, umane e materiali, a favore dei Tribunali di Sorveglianza". L'altra relatrice del parere, la consigliera Loredana Miccichè sottolinea che "la nuova formulazione della cosiddetta norma rave, che supera i problemi di indeterminatezza della fattispecie penale, va valutata favorevolmente" e "sono condivisibili anche le scelte di intervento sulla normativa transitoria relativa alla legge Cartabia, mentre restano ferme le criticità organizzative relative alla implementazione dei mezzi audiovisivi nelle aule, dello sdoppiamento del giudice per l'udienza dibattimentale, dei molteplici adempimenti di comunicazione gravanti sugli uffici di procura e sulle procure generali in ragione della nuova disciplina delle indagini preliminari". (ANSA).
   

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