Campania

Giffoni: Soleri, le malattie mentali? Si curano come le altre

Basta chiamarli psicofarmaci.Raccontare il disagio è terapeutico

Redazione Ansa

(ANSA) - NAPOLI, 21 LUG - "Raccontare la malattia è terapeutico". Così Giorgia Soleri, giovane modella, influencer, pittrice e da poco anche poetessa ha affrontato il tema della sua malattia con i giurati del Giffoni Film Festival, al via oggi a Giffoni Valle Piana (Salerno). Un incontro intenso quello di Soleri durante la 52esima edizione del Festival davanti ai 300 ragazzi tra i 18 e i 30 anni della sezione Impact!, quest'anno proprio dedicata agli Invisibili, e a quei temi che troppo poco spesso emergono.
    "La salute mentale e la sua cura è sicuramente uno tra quelli più stigmatizzati nella società contemporanea, afferma l'attivista volto del Comitato Vulvodinia Neuropatia Pudendo e della recente proposta di legge in merito alla Camera dei Deputati. Non dovremmo chiamarli psicofarmaci, ma semplicemente farmaci - ha spiegato - perché se le cure farmacologiche per altre parti del corpo nel linguaggio comune vengono chiamate solo farmaci, e non "cardiofarmaci", "testafarmaci", bisogna aggiungere il prefisso "psico" per quelli volti a curare la mente? Le malattie mentali sono problemi di salute come tutti gli altri, e per questo, se serve, vanno curati con terapie farmacologiche".
    Per Giorgia Soleri la sana comunicazione è fondamentale ed essenziale per la formazione di un individuo. "Tendiamo spesso a pensare - racconta rispondendo alle domande dei giffoner - che ciò che proviamo sia unico ed invece molto spesso il raccontare diventa terapeutico. Ricordo il caso di una bambina che soffriva della malattia e non aveva il coraggio di raccontarlo persino alla madre; dopo il mio racconto ha trovato il coraggio di farlo". (ANSA).
   

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