Calabria

Festa mamma: Save the children, Calabria ultima per servizi

Dati emersi nel sesto rapporto 'Le equilibriste 2021'

Redazione Ansa

(ANSA) - CATANZARO, 07 MAG - Alla vigilia della 'festa della mamma', Save the Children lancia per il sesto anno consecutivo il rapporto 'Le Equilibriste 2021', da cui emerge, secondo quanto riporta una nota, il divario tra nord e sud anche rispetto alla condizione delle mamme con la Calabria al 20/mo e penultimo posto nell'indice regionale delle Madri ed all'ultimo posto nell'area servizi.
    In particolare secondo il Rapporto, anche quest'anno, sono le regioni del Nord ad essere più mother friendly: qui si registrano dati ben oltre la media nazionale, rispetto a quelle del Sud, dove tutti e tre gli indicatori si posizionano al di sotto di tale media. Fanalino di coda Campania, Calabria, che scivola di una posizione rispetto all'anno precedente, e Sicilia.
    Nell'area della cura la Calabria si conferma al 15/mo posto e nell'ambito lavoro si conferma al 19/mo e terzultimo posto, esattamente come nell'anno precedente, seguita soltanto da Sicilia e Campania. Tutte le regioni del Mezzogiorno inoltre (fatta eccezione per l'Abruzzo del 2008), presentano per le sette annualità di confronto, valori largamente inferiori al 100 di riferimento.
    I dati dell'area servizi, infine, vedono scivolare la Calabria all'ultimo posto, rispetto al 20/mo dell'anno precedente, occupato ora dalla Campania.
    "Anche quest'anno - commenta Antonella Inverno, responsabile politiche per l'infanzia di Save the Children, - l'Indice delle madri mostra il netto divario tra regioni del nord e regioni del sud. Per quanto ci sia una miglioramento generale dei dati in tutte le regioni, quelle del nord mostrano valori più alti della media, mentre nel Mezzogiorno si riscontra l'esatto contrario con valori più bassi. È evidente che al sud il gap non è mai stato superato in nessuna delle tre aree. Questo si traduce non solo in uno scarso riconoscimento dei bisogni e delle necessità delle donne che vogliono diventare madri, ma anche dei diritti relativi allo sviluppo e all'educazione di bambini e bambine".
    (ANSA).
   

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