Calabria

Covid:Reggio,sit-in parrucchieri e estetisti contro chiusure

Vicesindaco Neri:a fianco lavoratori che stanno pagando crisi

Redazione Ansa

(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 06 APR - Manifestazione di protesta i piazza a Reggio Calabria dei lavoratori del settore benessere.
    Il vicesindaco metropolitano di Reggio Calabria Armando Neri, insieme ai consiglieri metropolitani delegati Carmelo Versace e Filippo Quartuccio, all'assessora al Bilancio e alle Attività Produttive del Comune di Reggio Calabria Irene Calabrò ed al consigliere comunale Carmelo Romeo hanno incontrato, in Piazza Italia, parrucchieri ed estetisti, mobilitatisi con un sit-in contro la nuova chiusura delle attività imposta dal Governo e dalla Regione quale misura di contrasto alla pandemia in atto.
    "Siamo al fianco dei lavoratori - ha detto Neri - perché non è possibile, ad oltre un anno dall'esplosione della pandemia, assistere ancora a chiusure indiscriminate e ad una 'zona rossa' che durerà, per decisione unilaterale e senza confronto coi territori del presidente facente funzioni della Regione, Nino Spirlì, fino al prossimo 21 aprile. Esprimiamo, quindi, la vicinanza personale alle donne e a gli uomini di un comparto che, più d'ogni altro, stanno pagando una crisi senza precedenti".
    "Chi ha potere di intervenire - ha sostenuto il vicesindaco metropolitano - e mi riferisco alla Regione ed alle Asp, proceda velocemente con le vaccinazioni senza indugiare ulteriormente.
    Sono di oggi, infatti, i dati che fanno vergognare: la Calabria è ultima in termini di numeri sulla somministrazione del siero anti-Covid. Dunque, vogliamo sapere quale sia il piano di vaccinazione e, al tempo stesso, entrare in possesso di dati trasparenti e chiari da poter comunicare ai cittadini e alle imprese".
    I rappresentanti della Città Metropolitana e del Comune, infine, sono stati al fianco dei lavoratori anche durante il vertice in Prefettura con il Prefetto Massimo Mariani. Nel corso dell'incontro sono state illustrate le diverse problematiche determinate dalla pesanti restrizioni dell'ultimo anno. Nello specifico la questione sociale, il rischio di un proliferare del lavoro irregolare ed il ricorso al credito illegale con la possibilità per gli imprenditori di incorrere in fenomeni di usura dominati da circuiti illegali. (ANSA).
   

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