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Migranti: Ong sui media italiani 'angeli del mare perdono le ali'

Msf, si tenta delegittimazione ma sono ultima barriera umanità

Redazione Ansa

ROMA - Mentre nel 2016 il racconto sui media italiani delle operazioni di soccorso Sar (search and rescue) nel Mediterraneo ha sempre dato un'immagine positiva dei soccorsi e delle Ong, a partire dal 2017 "gli angeli del mare perdono le ali", e viene messo in discussione l'operato delle organizzazioni e la loro buona fede. E' quanto emerge dal rapporto "Navigare a vista: il racconto delle operazioni di ricerca e soccorso di migranti nel Mediterraneo centrale" realizzato dall'Ong Cospe, dall'Osservatorio di Pavia e dall'Associazione Carta di Roma.

Il rapporto ha analizzato il racconto delle operazioni Sar in 6 quotidiani nazionali italiani e 7 notiziari di prima serata, oltre che in programmi di informazione e talk show.

Nel 2016 sono state 1662 le notizie sul tema immigrazione in Italia, +10% rispetto al 2015. Le operazioni Sar hanno ricevuto un'ampia visibilità mediatica con 183 articoli, in particolare sulla cronaca dei naufragi (39%) e sulle azioni di soccorso (22%), in una cornice complessivamente positiva. L'attenzione risulta costante, con picchi nei casi dei racconti degli sbarchi e naufragi e della diffusione dei dati sugli arrivi.

Nonostante il tema dell'immigrazione sia divisivo, l'immagine dei soccorritori rimane positiva per tutto il 2016, con una loro rappresentazione come "angeli del mare", celebrazione della vita e narrazione del lieto fine delle operazioni.

A partire dei primi mesi del 2017 il panorama però cambia: il lavoro delle Ong viene messo in discussione, si dubita della loro buona fede e cambia il frame della narrazione sui media.

Il documento di Frontex di febbraio, che parla di Ong come possibili "pull factor" dei flussi, la campagna denigratoria di un giovane video blogger italiano rilanciata da alcuni programmi televisivi, le notizie sulle indagini del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro e le conseguenti polemiche hanno provocato un cambiamento in negativo del registro della narrazione.

"Siamo di fronte a tre tentativi - ha detto Francois Dumont, direttore della comunicazione di Medici senza Frontiere, nel corso della presentazione del rapporto a Roma - delegittimare l'operato delle ong, disumanizzare le persone che salviamo in mare ed esternalizzare le frontiere con accordi come quelli con la Libia".

Le Ong, ha concluso, sono diventate "l'ultima barriera di umanità, gli ultimi testimoni. Ai giornalisti chiediamo di non cedere a facili slogan".

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