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Edilizia, oltre 50 aziende italiane alla fiera di Tripoli

Camere di commercio: 'Segnale incoraggiante per altre imprese'

Redazione Ansa

IL CAIRO - Con una massiccia presenza italiana, superata solo da quella turca, è in corso fino a domani a Tripoli la 13/a edizione di "Libya Build", una fiera dell'edilizia e delle costruzioni che si presenta come "l'evento economico più influente e importante della Libia" e il maggiore salone del settore in Nordafrica.

Si tratta di una partecipazione tricolore che le due camere di commercio bilaterali attive tra Italia e Libia e un'associazione di imprese che sta facendo da "ponte" fra i due Paesi giudicano un segnale incoraggiante per le aziende italiane interessate attivamente o anche solo potenzialmente al Paese nordafricano. Come annuncia da oltre dieci giorni il sito della fiera, a "Libya Build" partecipano oltre 220 aziende di cui almeno 117 provenienti da 10 Paesi diversi: la Turchia vanta il maggior numero (44) di imprese partecipanti seguita dall'Italia (22), Egitto (18), Tunisia (12) e Austria (7). Espongono anche cinque "importanti" operatori di Emirati Arabi Uniti, Germania, Portogallo, Arabia Saudita e Algeria.

Agenzia Ice è presente con uno stand istituzionale e una "catalogoteca" per la distribuzione di materiale promozionale e informativo di aziende italiane che, complessivamente, alla fiera di quest'anno occupano oltre 300 mq.

Negli ultimi giorni però le adesioni sono cresciute e Ahmed Wali, consigliere della Camera di commercio libica-italiana (Cclit), ha indicato all'ANSA in "una cinquantina" le aziende italiane partecipanti. Una ventina sono state portate dall'Associazione "Casa Italia", per la maggior parte "nuove" in Libia mentre altre hanno già rappresentanti libici da almeno due decenni.

"I visitatori arrivano da tutta la Libia, anche da Bengasi", ha detto Wali rispondendo a domande sulle opportunità che il Salone offre agli espositori: "l'evento sicuramente è un segnale incoraggiante anche per altre aziende italiane potenzialmente interessate alla Libia nel settore edile", ha aggiunto.

Dal canto suo Nicola Colicchi, presidente della Camera di commercio italo-libica (l'omologo di diritto italiano della Cclit, la quale segue la legge libica), ha sottolineato sempre all'ANSA che "a seguito degli importanti accordi intergovernativi si è avviato un periodo di eccezionali opportunità per le imprese libiche ed italiane, e il sistema camerale deve ora esprimere il massimo sforzo per rispondere alla sfida che lo attende".

"Casa Italia Libia nasce di iniziativa del dottor Fabrizio Reggiani, Laura Massardi e del sottoscritto", ha ricordato ancora all'ANSA il Segretario generale dell'associazione, Vincenzo Massardi, che vanta un'esperienza "di oltre 50 anni" nel paese. Scopo di Casa Italia Libia è quello di "affiancarsi alle organizzazioni pubbliche" per offrire "opportunità alle aziende libiche e italiane di avviare attività commerciali e non solo", ha aggiunto sottolineando che il "leitmotiv" dell'iniziativa è "Libia Ponte per l'Africa".

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