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Nostalgia e lotta, la scena delle giovani artiste arabe

Medio Oriente in immagini Adra Kandil,Dana Barqavi,Saba Mousavi

Redazione Ansa

(di Francesco Tedesco)

NAPOLI - "I miei ricordi sono amplificati e mi appaiono molto migliori di quello che erano davvero. Io rendo romantiche le memorie, questo è quello che accade con il tempo che passa, glorifica quello che ti è accaduto e ti fa costruire tutto, dalla felicità alla malinconia". E' così che Adra Kandil, ventenne artista libanese, racconta l'elaborazione che guida il suo lavoro, "Dear Nostalgia", in cui costruisce immagini con vecchi giornali e fiori freschi, stelle del cinema in ambienti urbani mediorientali. E' da lei che l'Arab News parte per un viaggio nella scena delle giovani artiste arabe che si stanno prendendo i riflettori, trasfigurando le immagini delle sofferenze e dei miti che arrivano da lontano. Kandil non è sola.

Le artiste sono tante, a partire da Saba Mousavi che crea opere in cui scene di donne palestinesi sono improvvisamente nelle foto dello sbarco sulla luna, fino a Stephany Sanossian, giovane artista siriano-armena che prende le star di Hollywood o le modelle con la borsa Luis Vuitton in primo piano e le fa camminare nelle strade di Damasco. Oppure prende Kim Kardashian con il figlio in braccio e la mette davanti a una bottega armena. Il glam e il bianco e nero che si scontrano in un collage, ma anche un'esplosione di colori che fonde la pop art con la cultura araba, come nelle opere di Rana Salam, artista e designer libanese che apre il suo sito con la frase: "Cambiare la percezione del Medio Oriente attraverso il potere del design". "Nel periodo in cui studiavo a Londra negli anno '90 - racconta Salam - mi accorsi che gli inglesi non avevano alcun indizio per capire come fossero davvero il Medio Oriente o Beirut. Così imparai a tradurre una cultura sottolineando la sua forza. E la pop art è la voce più forte con cui farlo". "La nostalgia è una parte fondamentale dell'arte. Il senso comune in Libano è che i giorni migliori del Paese erano quelli prima della guerra e l'arte guarda al passato proprio interiorizzando quella nostalgia", spiega Paola Mounla, fondatrice dell'account Instagram Art of Thawra, che raccoglie le opere di giovani artisti collegati alle recenti proteste in Libano. La nostalgia è un filo conduttore comprensibile che accomuna i libanesi ma anche i palestinesi e i siriani. Dalla Palestina arrivano le opere di Dana Barqavi, artista che vive ad Amman e dipinge la vita quotidiana dei palestinesi con un forte senso di nostalgia, ad esempio, nei due cicli di opere "A land without a people" (Una terra senza un popolo). Le sue opere sono ora in mostra al Museo del Popolo Palestinese a Whashington. "Vengo dalla generazione della diaspora - dice - e la maggior parte delle cose che ho sentito della Palestina è dalle parole della generazione precedente, che rendeva i ricordi romantici oppure li rifiutava, perché erano troppo dolorosi.

Così la mia generazione ha sviluppato un senso di appartenenza a una terra in cui non abbiamo mai vissuto. Ma la realtà deve essere fortemente unita al mondo reale, per questo dietro la bellezza dell'opera d'arte deve esserci una realtà politica che sfidi l'invisibilità istituzionale della storia e dell'esperienza dei palestinesi".

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