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La Francia che non vuole vedere, sono 571 le bidonville

Le Monde le recensisce, ci vivono 16.000 persone, il 36% minori

Redazione Ansa

(ANSAmed) - PARIGI, 20 OTT - La Francia che non vuole vedere: Le Monde punta il dito oggi contro la sopravvivenza di centinaia di "bidonville", triste tradizione per il Paese, in cui vivono in condizioni di assoluta precarietà 16.000 persone. In gran parte arrivate dall'Est Europa, per il 36% minori, in attesa di trovare un tetto. La permanenza media in questi campi - che sono del tutto illegali - è di 7 anni.

La novità, che dà lo spunto per l'inchiesta al quotidiano, è che quest'anno dalle 571 bidonville - baracche, accampamenti di fortuna, tende - non si potrà essere espulsi durante la cosiddetta "tregua invernale", il periodo del grande freddo durante le quali vengono tradizionalmente interrotti anche gli sfratti già pronunciati. In un "silenzio assordante", scrive il quotidiano, gli sgomberi si stanno però accelerando proprio in questi giorni, nell'approssimarsi della data del primo novembre, dopo la quale ogni operazione sarà sospesa.

La realtà delle bidonville, che fin dagli anni Sessanta sorgevano anche alle porte di Parigi, ospitando soprattutto stranieri - all'epoca in gran parte algerini - viene assolutamente ignorata dalla gran parte dei francesi. "La differenza con oggi - spiega a Le Monde il ricercatore Thibaut Besozzi - è che negli anni Sessanta la bidonville era uno spazio di transizione. Oggi, è un luogo di disintegrazione", una sorta di "terra di nessuno" di cui lo stato parla il meno possibile.

Nonostante questo, dal 2013 qualche progresso è stato fatto.

Dal 2013, 5.000 persone provenienti da questi accampamenti clandestini hanno ottenuto un alloggio, ma il ritmo della soluzione dei casi è di 1.000 all'anno, così lento da consentire un prolungarsi della permanenza nei campi di un minimo di 7 anni. I minori, il 36%, in gran parte non vanno a scuola, una persona su 2 non riceve alcuna assistenza medica. Ci sono rom e immigrati clandestini dell'Europa dell'est, in particolare romeni, metà dei minori non riceve alcuna educazione scolastica durante la permanenza in bidonville, ma 1 su 3 non è mai andato a scuola né in Francia né in Romania. Valérie Pecresse, la presidente della regione Ile-de-France ha ammesso l'esistenza di "100 bidonville" attorno a Parigi e ciò fa sì che "la soglia di allerta sia stata superata". "In Francia - dice lo storico Yvan Gastaut - si vive nel mito che le bidonville non esistano più ma è falso".

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