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Ambiente: Sky,porteremo a zero emissioni carbonio entro 2030

Saranno studi televisivi tra i più sostenibili al mondo

Redazione Ansa

(ANSA) - VENEZIA, 04 GIU - Entro il 2030 Sky porterà a zero le emissioni nette di carbonio, rendendo più efficienti tutti i propri prodotti tecnologici e sviluppando studi televisivi e cinematografici tra i più sostenibili al mondo. Di questo progetto e della necessità di raggiungere a medio termine la sostenibilità energetica, si è parlato nel corso dell'evento 'Live In' di SkyTg24 a Venezia, moderato da Sarah Varetto, 'EVP Communications, Inclusion & Bigger Picture' di Sky.
    Nel corso del dibattito, a cui hanno partecipato Davide Tabarelli, presidente di NE Nomisma Energia, Elena Verdolini, economista dei cambiamenti climatici, e il fisico Silvio Gualdi, si è posto in particolare l'accento sul ruolo fondamentale dei cittadini e delle piccole imprese sul fronte della transizione.
    "Le imprese italiane e europee hanno un grande ruolo da giocare: - ha spiegato Verdolini - esistono le 'Bat', le tecnologie migliori sul mercato, che nel settore industriale non sono applicate da tutte le aziende. Le nostre imprese sono indietro, al netto dei cambiamenti climatici, - ha aggiunto - anche per risparmiare energia, e questo divario si può colmare con tecnologie sul mercato". Sul fronte dei consumatori, invece, "ognuno di noi gioca un ruolo fondamentale, - ha concluso - se sommiamo le azioni di tutti a livello globale abbiamo un potere di mitigazione dei nostri comportamenti che è universale".
    Concorde sul punto si è dimostrato Gualdi: "Le tecnologie ci sono e le nostre conoscenze possono metterci a disposizione strumenti per risolvere questi problemi. - ha detto - È chiaro che i costi più alti sono quelli che dovremo pagare se non agiamo". Tabarelli ha quindi fatto il punto sul futuro energetico del Paese e sulla crisi in atto, dimostrandosi pessimista: "Sostituire le fonti fossili è un processo lungo e difficile, quasi impossibile, - ha spiegato - e ciò che sta accadendo in guerra cambia poco questo trend, perché già prima avevamo il 40% dell'elettricità prodotta con il carbone. La questione geopolitica spinge per produrre più rinnovabili, che possono essere generate localmente, - ha quindi concluso - ma questo processo va contro l'economia come l'abbiamo costruita fino ad ora". (ANSA).
   

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