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Inquinamento, Legambiente boccia le acque italiane

Redazione Ansa

“Tra mala depurazione e scarichi abusivi, il nostro Paese rimane un malato cronico”. Sono queste le parole con cui Legambiente ha riassunto, in un comunicato stampa diffuso il 12 agosto, il bilancio delle campagne itineranti Goletta Verde e Goletta dei Laghi 2022, realizzate con le partnership principali di Conou, Novamont, Anev e Renexia, la partnership di Aipe e la media partnership di Nuova Ecologia.

 Il monitoraggio. Il rilevamento scientifico, quest’anno, ha interessato 18 regioni e 37 laghi italiani. Come di consueto, è stata indagata la concentrazione nelle acque di parametri di tipo microbiologico, quali Enterococchi intestinali ed Escherichia coli. Vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010); “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo. Dal 20 giugno al 1° agosto, sono stati prelevati e analizzati 387 campioni d’acqua, di cui 124 sono risultati oltre i limiti di legge.


 Quasi un punto su tre, il 32% dei campioni prelevati nelle acque costiere e lacustri del Belpaese, è risultato oltre i limiti di legge.


Goletta Verde. Sono stati rilevati valori oltre i limiti di legge per il 31% (83 su 261) dei punti campionati nei mari italiani. In media, un punto inquinato ogni 91 km di costa. La media si alza per i prelievi presso le foci campionate: il 55% supera i limiti, di cui il 42% li supera del doppio (fortemente inquinate). Questi risultati dimostrano come la cattiva o assente depurazione sia la principale minaccia per la salute dei nostri mari.

Goletta dei Laghi. Sono stati rilevati valori oltre i limiti di legge per le acque lacustri per il 33% dei punti campionati, ossia 42 su 126 prelievi eseguiti in 37 laghi e distribuiti in 11 diverse regioni italiane. Anche in questo caso la media si alza per i prelievi presso foci, canali e punti critici: il 53% supera i limiti consentiti per le acque superficiali e interne (32 punti campionati su 60). Si dimostrano dunque maggiormente compromessi i corsi d’acqua che subiscono la recezione di scarichi abusivi non collettati o non depurati, provenienti da impianti inadeguati o guasti.

 

 

Carenze italiane e nuove direttive. I risultati delle due campagne confermano il deficit impiantistico e della rete fognaria e puntano i riflettori sull’annoso problema della depurazione nazionale.

A oggi sono attive quattro procedure d’infrazione comunitarie assegnate all’Italia per inadempienza alla Direttiva sulle acque reflue, due delle quali già sfociate in condanna. Per i lavori di adeguamento 2018-2024 saranno necessari ancora circa 500 milioni di euro. Cifra stimata non dissimile dalla quota di finanziamenti introdotta con il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che ammonta a 600 milioni di euro, per rendere più efficace la depurazione delle acque reflue scaricate nel mare e nelle acque interne (2021-2026).

Mentre l’Italia rincorre le norme sulla depurazione, la Ue sta già ragionando su un aggiornamento della Direttiva sulle acque reflue, mai revisionata dalla sua introduzione di 30 anni fa, per affrontare le tematiche delle acque non trattate, delle sostanze pericolose e adattare le misure al cambiamento climatico.

 

I temi e i progetti a bordo delle Golette. Le due campagne sono state l’occasione per affrontare a più riprese il tema della siccità, inasprita dagli effetti della crisi climatica, e ribadire la necessità di una gestione equa, sostenibile e razionale della risorsa idrica di fronte alla scarsità d’acqua.

Si profila necessaria una strategia nazionale integrata e nuove misure per ridurre la domanda di acqua ed evitarne gli sprechi. Prioritari una sensibile diminuzione dei prelievi e degli usi e un nuovo modello di gestione della risorsa idrica basato su riduzione, riuso e riciclo dell’acqua in tutti settori coinvolti, specie nei comparti agricolo, civile e industriale.

Goletta Verde ha organizzato flash mob e dibattiti in dieci regioni italiane, incontrando rappresentanti politici, cittadine e cittadini, pescatori, sindacati, presidenti di parco e imprese per esporre i vantaggi e le soluzioni legati all’eolico a terra e off-shore e rispondere ai dubbi sulle criticità locali. 


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Le Golette hanno ospitato e si sono fatte anche portatrici di altri progetti:

  • Life Delfi, a bordo di Goletta Verde: progetto europeo il cui obiettivo è ridurre le interazioni in mare tra delfini e pescatori grazie all’uso di dissuasori acustici di nuova generazione, evitando il ferimento dei cetacei e salvaguardando l’economia della pesca professionale.
  • Life Blue Lakes, a bordo di Goletta dei Laghi: progetto europeo che ha l’obiettivo di prevenire e ridurre l’inquinamento da microplastiche nei bacini lacustri, coinvolgendo partner scientifici, associazioni, autorità competenti e istituzioni.

 

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 di Monica Sozzi

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