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Profonde differenze tra i Paesi del G20 rispetto ai Goal dell’Agenda 2030

Redazione Ansa

Il G20 è composto dalle più grandi economie del mondo. Il gruppo rappresenta collettivamente circa il 90% del Prodotto interno lordo (Pil) mondiale, il 75% del commercio internazionale, due terzi della popolazione mondiale, e circa la metà della superficie mondiale. Il comportamento di questi Paesi sarà dunque determinante nel raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030. Ma come si colloca ciascuno di essi? In occasione della presidenza italiana del G20, per la prima volta, l’area ricerca dell’ASviS, con il contributo di A2A e di Cibjo, ha compiuto l’analisi sperimentale “SDG20” per rispondere a questa domanda. Per ciascun Obiettivo (tranne che per il 17) per tutti i Paesi per i quali erano disponibili dati è stato elaborato un indice composito. Sono le informazioni più recenti, che però non si riferiscono mai al 2020 e quindi non rispecchiano la situazione a seguito della pandemia.

Ecco la situazione per ciascun Goal.

 

Goal 1 - SCONFIGGERE LA POVERTÀ

L’analisi ha evidenziato una situazione favorevole per Australia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Russia, che si distinguono per una quota di persone vulnerabili coperte da assistenza sociale uguale o superiore al 76% e un tasso di povertà inferiore allo 0,7%.

Al contrario si segnala una situazione critica per Brasile, India, Indonesia, e Sud Africa. Il contesto più grave è rappresentato dall’India, con il più alto tasso di povertà (22,5%) e il minor tasso di vulnerabili assistiti (10,4%), seguita dal Sud Africa con un tasso di povertà del 18,7% e un’assistenza sociale che copre il 35,6 dei vulnerabili. Si evidenzia anche la situazione degli Stati Uniti che registrano una quota di persone vulnerabili assistite inferiore al 31% attestandosi come il quinto peggior Paese del G20 rispetto a questo Goal.

 

Goal 2 - SCONFIGGERE LA FAME

La mappa dell’indicatore composito, relativo all’agricoltura e alla sicurezza alimentare, mostra una relativa omogeneità tra i diversi Paesi del G20. In particolare, l’analisi ha evidenziato una situazione particolarmente positiva per Russia, Australia, Spagna e Canada. Questi Paesi devono il loro vantaggio rispetto alla media del G20 ad una buona produzione agricola, accompagnata da un contenuto impatto ambientale sia per quanto riguarda l’uso di fertilizzanti e fitosanitari sia per le emissioni di metano.

Valori del composito inferiori alla media riguardano il Giappone, la Repubblica Coreana e l’India.

L’Italia si attesta come il quinto Paese peggiore tra quelli analizzati (situazione simile a Francia e Germania) soprattutto a causa del consumo di fitosanitari, che si attesta a circa il doppio del valore medio del G20, e delle elevate emissioni di metano del settore agricolo.

 

Goal 3 - SALUTE E BENESSERE

Il composito relativo alla salute evidenzia una situazione positiva per Australia, Canada, Italia, Giappone, Spagna, Regno Unito e Germania, dovuta ad una maggiore speranza di vita alla nascita (superiore agli 80 anni), a minori tassi di mortalità infantile e di mortalità per le malattie cardiovascolari, diabete, tumori, malattie respiratorie non trasmissibili e per incidente stradale ed alla alta disponibilità di medici.

Il dato peggiore riguarda il Sud Africa (seguito da India e Indonesia), che presentano i valori più alti per la mortalità infantile (gli unici Paesi con più di 20 morti per mille nati vivi), e valori critici nella disponibilità di personale sanitario e nella speranza di vita alla nascita.

L’Italia registra il secondo valore del composito, superata solo dall’Australia, grazie ad una situazione migliore della media dei Paesi del G20 per tutti gli indicatori considerati, tra cui la speranza di vita (83,3 anni rispetto ad una media di 77,9) ed un tasso di mortalità infantile pari a 2,7 morti per mille nati vivi contro l’8,2 medio.

 

Goal 4 - ISTRUZIONE DI QUALITÀ

Emergono ampie disparità tra i Paesi del G20, in particolare tra i Paesi europei, gli Stati Uniti, l’Australia e la Corea da una parte ed il resto dei Paesi del G20 dall’altra.

Tra i Paesi più virtuosi si distinguono Australia, Regno Unito e Germania, per più fattori, come i tassi di diplomati superiori al 70%.

I risultati più critici riguardano India, Indonesia e Cina che registrano un’aspettativa di vita scolastica significativamente inferiore alla media dei Paesi analizzati.

L’Italia si attesta in nona posizione registrando il peggior valore dei Paesi europei, a causa della quota della popolazione con diploma, che si attesta al 49,2% contro il 60,3% della media del G20. I valori per gli altri indicatori risultano superiori alla media.

 

Goal 5 - PARITÀ DI GENERE

L’analisi ha evidenziato valori positivi per Francia, Germania, Spagna e Regno Unito, accomunate da un tasso di femminilizzazione della partecipazione alla forza lavoro superiore all’82% e da una quota di donne nelle posizioni ministeriali e nei parlamenti nazionali superiore al 30%. In particolare, Francia e Spagna per i valori maggiori di donne in posizioni ministeriali (66,7% e 52,9%), mentre il Regno Unito presenta il tasso più alto di prevalenza nell’uso di contraccettivi moderni (82%) ed il più alto tasso di femminilizzazione della partecipazione alla forza lavoro (85,4%).

Valori particolarmente problematici del composito si osservano invece per Arabia Saudita, India, Turchia e Giappone.

L’Italia si attesta in nona posizione, evidenziando una presenza delle donne nel mondo del lavoro e una quota di donne che fanno uso di metodi contraccettivi moderni inferiore alla media del G20.

 

Goal 6 - ACQUA PULITA E SERVIZI IGIENICO-SANITARI

Si distinguono positivamente l’Australia, i Paesi europei, i Paesi del nord America, il Giappone e la Corea, accumunati da una quota della popolazione che ha accesso ai servizi igienico-sanitari di base superiore al 98% e ad una porzione della popolazione che ha accesso all’acqua potabile superiore al 99%. Inoltre questi Paesi evidenziano un livello di stress idrico inferiore al 58%.

Situazioni negative si registrano invece in Arabia Saudita, India, Indonesia e Sud Africa, con accesso limitato ai servizi igienico-sanitari e all’acqua potabile.

L’Italia si attesta in decima posizione registrando un valore dell’indice composito in linea con quello del resto dei Paesi europei.

 

Goal 7 - ENERGIA PULITA E ACCESSIBILE

Lo studio evidenzia la situazione positiva di Brasile, Indonesia, Italia, Spagna e Turchia, assegnando al Brasile e all’Indonesia i due valori migliori del composito. In particolare, il Brasile presenta la maggiore quota di energia rinnovabile sul consumo finale totale di energia (43,8%), seguito dall’Indonesia con il 36,9%, rispetto ad una media dei Paesi del G20 pari al 15,1%.

Il caso peggiore è invece il Sud Africa, dove l’accesso all’energia elettrica è garantito per il 91,2% della popolazione nel 2018. Valori negativi si riscontrano anche in Arabia Saudita, a causa della quota minima di consumi da energia rinnovabile (0,01%), e in Corea del Sud e Russia, sempre a causa del limitato uso di rinnovabili (rispettivamente 2,7% e 3,3%) e dell’intensità energetica superiore alla media.

L’Italia si attesta al terzo posto grazie ad una migliore quota di rinnovabili sul consumo finale di energia ed una migliore intensità energetica rispetto alla media dei Paesi analizzati.

 

Goal 8 - LAVORO DIGNITOSO E CRESCITA ECONOMICA

Analizzando i singoli indicatori, si ha una situazione positiva per la Cina, grazie al tasso di crescita del Pil per abitante (5,6 rispetto ad una media dello 0,9) e al tasso di crescita dell’output per lavoratore pari al 6,6 contro una media del G20 di 0,6. Gli Stati Uniti presentano il miglior valore per sottooccupati e occupati vulnerabili, rispettivamente pari a 4,4% e 3,9%, contro una media del G20 di 11,9 e 19,4.

I Paesi meno performanti risultano Sud Africa, Argentina e Messico, caratterizzati da un tasso di crescita del Pil pro-capite negativo nel 2019 e da una quota di persone con un conto in un’istituzione finanziaria inferiore al 72%.

L’Italia si attesta in tredicesima posizione, al di sotto della media G20, a causa dei tassi di crescita del Pil e dell’output per lavoratore peggiori della media dei Paesi analizzati.

 

Goal 9 - IMPRESE, INNOVAZIONE E INFRASTRUTTURE

Dall’analisi emergono positivamente Corea del Sud, Germania, Giappone, Francia, Stati Uniti e Regno Unito, principalmente per le quote di individui che usano Internet e di abbonamenti alla banda larga, che in questi Paesi sono superiori rispettivamente all’82% e al 34%.

Si distinguono negativamente India, Indonesia e Sud Africa, accomunate da una spesa pubblica per ricerca e sviluppo inferiore allo 0,8% del Pil, da una quota di individui che usano Internet inferiore al 56,2% della popolazione e da una quota di abbonamenti alla banda larga inferiore al 2,4%.  

L’Italia si attesta in nona posizione registrando dei valori degli indicatori elementari in linea con la media del G20 ad eccezione della spesa per ricerca e sviluppo e per la quota di persone che usano Internet, con livelli, anche se di poco, inferiori alla media dei Paesi considerati.

 

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