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Parco Gran Sasso-Laga in Città del Miele

Nella prima Mieloteca in un'area protetta studio e degustazioni

Redazione Ansa

(ANSA) - L'AQUILA, 26 FEB - Il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, nell'ambito della progettazione e implementazione di attività concrete in favore dell'apicoltura nell'area protetta, ha aderito all'Associazione nazionale 'Le Città del Miele', accreditando la Mieloteca da poco inaugurata nella sede di Isola del Gran Sasso (Teramo). L'Associazione opera in collaborazione con enti, pubblici e privati, per la promozione e tutela dei territori che danno origine e identità alla qualità dei mieli italiani, alle loro risorse ambientali, paesaggistiche, artistiche e storiche.
    Questa azione sarà inserita nei progetti già finanziati dal ministero dell'Ambiente e della tutela Territorio e del Mare, nell'ambito della Direttiva Biodiversità, destinata nel 2019 agli enti Parco nazionali per "Attività dirette alla conservazione degli impollinatori". La Mieloteca del Parco costituisce spazio dedicato all'approfondimento delle produzioni apistiche: oltre il miele, il polline, la pappa reale, la propoli, la cera e il veleno. Qui è previsto l'utilizzo di vari strumenti che permetteranno al visitatore di collegare le specie floristiche di interesse nettarifero con le produzioni di mieli uniflorali, nonché di entrare in contatto con l'importante funzione impollinatrice delle api. L'area sarà completata da una postazione per la degustazione di mieli. La sua realizzazione rappresenta la prima esperienza del genere in un'area naturale protetta ed è associata ad attività di promozione e valorizzazione dei prodotti apistici, come il concorso per il "Miglior miele" messo in atto dal Parco.
    "L'apicoltura è un'attività di tradizione da sempre presente nella nostra area - dichiara il presidente del Parco Tommaso Navarra - Il suo studio e la sua promozione costituiscono elemento portante delle azioni dell'Ente che per primo si è dotato di una mieloteca didattica e di un apiario ove si può ammirare la straordinaria complessità della matematica delle api e l'essenziale funzionalità, per la nostra stessa possibilità di vita, degli impollinatori". (ANSA).
   

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