Abruzzo

Demografia: l'Abruzzo in un anno perde 12.929 residenti (2)

Redazione Ansa

(ANSA) - PESCARA, 23 MAR - Le donne - rileva ancora l'Istat - rappresentano il 51,2% del totale e superano gli uomini di 30mila unità. La popolazione abruzzese presenta, nel 2020, una struttura per età sensibilmente più anziana rispetto al resto del Paese. L'età media, sostanzialmente stabile rispetto al 2019, è di 46,3 anni contro i 45,4 della media nazionale.
    Aumentano sia l'indice di vecchiaia (rapporto percentuale tra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione di età 0-14), che passa da 198,5 del 2019 a 202,5 del 2020, sia l'indice di dipendenza degli anziani (rapporto percentuale tra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione in età 15-64), da 38,3 a 39,2). A livello comunale Santa Maria Imbaro, in provincia di Chieti, ha l'età media più bassa (41,3 anni) mentre San Giovanni Lipioni (Chieti) quella più elevata (65,8 anni).
    In calo anche la popolazione straniera: ammonta a 82.568 residenti, con una diminuzione di circa mille unità (-1,1%) rispetto al 2019. Tale popolazione è mediamente più giovane rispetto alla componente di nazionalità italiana: l'età media è di 35,9 anni contro 46,3 anni dei residenti totali e la presenza maschile è minore. Il 61,5% dei cittadini stranieri dimoranti in regione proviene dall'Europa, il 19,7% dall'Africa, il 12,9% dall'Asia, e il 5,8% dall'America.
    Si innalza il livello medio d'istruzione della popolazione residente di 9 anni e più, grazie alla crescita continua della scolarizzazione e al conseguimento di titoli di livello superiore. Rispetto al 2019 diminuisce nel complesso di quasi mezzo punto percentuale la quota di popolazione con un basso livello d'istruzione: coloro che sono privi di un titolo di studio passano dal 4,3% al 4,1%, le licenze elementari dal 15,8% al 15,4%, quelle di scuola media dal 26,6% al 26,2%. Nel contempo, la percentuale dei diplomati e delle persone con istruzione terziaria (e superiore) è aumentata di quasi mezzo punto percentuale, attestandosi al 37,4% e al 16,3% rispettivamente.
    L'analfabetismo o l'assenza di un titolo d'istruzione nella regione sono lievemente più diffusi rispetto al contesto medio nazionale (4,7% a fronte del 4,4%), ma i livelli più elevati di istruzione a livello regionale risultano lievemente superiori della media nazionale (i laureati con titolo di I e II livello rappresentano il 15,9% contro il 14,5% nazionale). (ANSA).
   

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