Abruzzo

Orso e investito e ucciso, critiche degli ambientalisti

Redazione Ansa

(ANSA) - PESCARA, 19 OTT - Dura presa di posizione degli ambientalisti sulla vicenda del giovane esemplare di orso marsicano investito e ucciso nella notte, sull'autostrada A25, tra Avezzano e Celano (L'Aquila), da un veicolo che poi si è allontanato senza fermarsi. Alle associazioni, che chiedono la messa in sicurezza dell'infrastruttura ai fini della tutela ambientale ed ecologica, si aggiungono le dichiarazioni della senatrice Gabriella Di Girolamo (M5s).
    Secondo l'esponente pentastellata la vicenda "mette ancora una volta in evidenza quanto siano urgenti gli interventi che ho chiesto in Senato ai primi di maggio con un'interrogazione sugli attraversamenti, da parte della fauna selvatica, proprio dell'autostrada dove si è verificato quest'ultimo incidente.
    Auspico che si arrivi con grande urgenza alla rimodulazione del piano economico-finanziario di A24 e A25 - aggiunge - per procedere con gli investimenti a tutela della vita selvatica che rende l'Abruzzo un luogo unico al mondo".
    "Ancora un orso bruno morto in Autostrada mentre troppi amministratori si riempiono la bocca di parole come sostenibilità ed ecologia - dicono la Stazione ornitologica abruzzese onlus e l'associazione salviamo l'orso - La regione finanzia con 7 milioni di euro l'innevamento artificiale per gli impianti da sci nel Parco nazionale della Majella e con 10 milioni di euro gli impianti e le nuove piste a Valle delle Lenzuola sulla Magnola a Ovindoli, a poca distanza dal punto dove è morto l'orso investito. Addirittura il Ministero dell'Ambiente si è schierato in giudizio contro il ricorso al Tar delle associazioni ambientaliste sui costosissimi impianti e piste da sci nel Parco del Sirente". Tutto mentre "ogni anno si recuperano orsi investiti da automezzi azzerando di fatto il potenziale lento incremento della popolazione del plantigrado: l'orso - osservano - non può più attendere".
    Per il Wwd "la messa in sicurezza delle barriere protettive dovrebbe essere una priorità. È evidente - dice l'associazione - che le barriere non sono adeguate e presentano punti di rottura, dove gli animali selvatici passano, mettendo a serio rischio anche la vita degli automobilisti. Si promettono interventi da tempo, ma l'Autostrada dei Parchi non può ancora ritardare investimenti necessari ad adottare misure di prevenzione,. Nel 2021 non è accettabile perdere uno degli ultimi orsi marsicani per la noncuranza di enti e istituzioni. Stiamo portando la popolazione dell'orso più raro d'Europa, simbolo della biodiversità italiana, verso l'estinzione. Dei 129 orsi rinvenuti morti tra il 1970 e il 2021, solo il 20% è deceduto per cause naturali. L'80% delle mortalità è invece causata, direttamente o indirettamente, dall'uomo".
    Posizione diversa quella dell'associazione Wilderness, secondo cui "la soluzione del problema sta nel mettere in sicurezza l'orso, non le autostrade. Al solito, cosa propongono le autorità? Barriere autostradali dal costo immane! Nessuno che si chieda quanti campi di grano e mais si potrebbero seminare con la stessa cifra, e quanti greggi di pecore da far pascolare sui pascoli abbandonati, per evitare che gli orsi lascino l'area storica del Parco per andarne alla ricerca?", si chiedono gli ambientalisti. (ANSA).
   

Leggi l'articolo completo su ANSA.it