Abruzzo

Cannabis:Acerbo (Prc),Abruzzo inadempiente a 2 anni da legge

(V. 'Cannabis:Magi, coltivava per terapie...' delle 17:04)

Redazione Ansa

(ANSA) - PESCARA, 27 LUG - "Oggi il senatore Luigi Manconi, in un articolo sul quotidiano il Manifesto in cui racconta l'assurda detenzione di Fabrizio Pellegrini, definisce la legge sulla cannabis terapeutica, di cui sono stato promotore in Abruzzo, 'la più avanzata legge regionale in materia'. Peccato che a distanza di anni dall'approvazione, sia del tutto inapplicata a causa dell'assoluta latitanza dell'assessore Paolucci e del 'commissario alla sanità' D'Alfonso". Così, in una nota, Maurizio Acerbo, della segreteria nazionale PRC-SE, ex-consigliere regionale Abruzzo, promotore e primo firmatario della legge approvata in regione nel 2014.
    "A centinaia di pazienti viene negato l'accesso a farmaci e preparati galenici a base di cannabinoidi costringendoli o a rinunciare oppure a rifornirsi sul mercato estero a prezzi proibitivi. Per non parlare di quelli che, come Fabrizio, non avendo i soldi per pagarseli ricorrono all'autocoltivazione o al mercato nero rischiando spesso guai giudiziari".
    "Eppure in regioni come la Toscana che hanno ripreso alla lettera il testo della mia legge l'erogazione della cannabis terapeutica è una realtà per almeno 1.500 pazienti. E' paradossale invece che nella Regione con la 'legge più avanzata in Italia' tutto sia rimasto fermo. Lo è ancor di più se consideriamo che la legge proposta da un consigliere di Rifondazione Comunista fu approvata da una maggioranza di centrodestra e che poi una giunta PD-SEL l'abbia chiusa in un cassetto".
    "L'ignavia colpevole della giunta e del consiglio regionale è un altro passaggio della nota - non esentano da responsabilità il governo e la ministra della sanità Beatrice Lorenzin che sulla cannabis terapeutica ha poco di cui vantarsi. Da autore della prima legge regionale che introduceva produzione e erogazione cannabinoidi trovo incredibili le dichiarazioni ministra di questi giorni. Se soltanto in alcune regioni i cittadini hanno accesso ai farmaci la colpa è sua perché in assenza di una norma nazionale è negata l'erogazione ai farmaci ai cittadini di gran parte delle regioni che non hanno legiferato o che non hanno applicato proprie norme regionali come nel caso dell'Abruzzo".(ANSA).
   

Leggi l'articolo completo su ANSA.it