Abruzzo

Sei anni fa il terremoto, l'Aquila ricorda. Renzi: dopo le promesse, siamo all'azione

Alla fiaccolata scritte contro sentenza su assolti Grandi Rischi

Redazione Ansa

Nel sesto anniversario del terremoto dell'Aquila arriva il messaggio del premier Renzi, via Facebook: 

 

Il sindaco spiega assenze rappresentanti Governo - "Ho invitato alla commemorazione Delrio e la De Micheli che però mi hanno telefonato per scusarsi della loro assenza per impegni improrogabili, complice anche la concomitante ricorrenza della Pasqua". Così il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, sull'assenza di un rappresentante del governo la notte scorsa nella fiaccolata in memoria delle 309 vittime a sei anni dal terremoto del 6 aprile 2009, coincisa con le festività di Pasqua. Ieri sera per la prima volta nel lungo serpentone umano che ha raggiunto piazza duomo per la lettura dei nomi delle vittime ed i 309 rintocchi della campana della chiesa delle anime sante, non c'era alcun 'inviato' del governo Renzi; a rappresentare il parlamento le due senatrici aquilane, Stefania Pezzopane (Pd) ed Enza Blundo (M5S).

Oltre all'ex sottosegretario alla presidenza del consiglio Graziano Delrio, nominato nei giorni scorsi ministro per le infrastrutture, e alla De Micheli, sottosegretario all'economia con delega alla ricostruzione, Cialente ha informato di aver invitato anche l'ex sottosegretario alla presidenza del consiglio, l'abruzzese Gianni Letta, ai tempi del governo Berlusconi incaricato di seguire l'emergenza e poi la prima ricostruzione: ma anche lui, ha sottolineato Cialente,, si è scusato per non aver potuto onorare l'invito. C'è da ricordare che all'Aquila sono partiti i preparativi per la prima visita del premier Renzi, peraltro più volte annunciata dallo scorso mese di agosto dai vertici regionali e locali del Pd tra cui lo stesso sindaco, la senatrice Pezzopane e il presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, ieri assente e rappresentato dall'assessore regionale Antonio Mazzocca. Nella giornata di venerdì Cialente ha reso noto che lo staff del premier ha telefonato alla segreteria del sindaco per chiedere di accelerare l'organizzazione sottolineando che a breve verrà comunicata la data.

In 10 mila alla fiaccolata all'Aquila - Uno striscione portato da alcuni familiari delle vittime con lo slogan "il fatto non sussiste ma uccide" in riferimento alla sentenza della Corte d'Appello che ha assolto sei dei sette componenti della Commissione Grandi rischi. Poi altri che chiedono verità e giustizia dietro migliaia di persone che in silenzio sfilano con le fiaccole in mano. Così nel giorno di Pasqua di Resurrezione che coincide con il sesto anniversario del tragico sisma dell'Aquila, si è snodato il corteo per non dimenticare le 309 vittime che alle 3.32 della notte tra il 5 e il 6 aprile del 2009 sono rimaste uccise da una scossa che seminò distruzione causando 1600 feriti e 70 mila sfollati. In testa al corteo anche familiari di alcuni degli studenti stranieri che persero la vita la notte del terremoto: alcuni genitori di giovani scomparsi sei anni fa indossano una casacca con la scritta "il fatto no sussiste" con la data della sentenza della Corte e del terremoto.

Un lungo corteo animato da circa 10mila persone che hanno sfilato in silenzio e con le fiaccole in mano hanno raggiunto piazza Duomo, il cuore del centro storico dell'Aquila, ancora ferito dal sisma. Qui c'è stato il momento più toccante e doloroso, con la lettura dei nomi delle 309 delle vittime del terremoto del 6 aprile 2009. In loro memoria ci sono stati i 309 rintocchi delle campane della chiesa di Santa Maria del Suffragio, nota come 'delle Anime Sante'. Rintocchi ripetuti alle 3 e 32, orario del sisma. Nonostante il freddo pungente e la concomitanza con la ricorrenza della Pasqua, il sesto anniversario del terremoto del 6 aprile 2009 ha visto una notevole partecipazione. Tra le migliaia di persone, molti giovani: anche se la piazza si è svuotata decisamente prima delle 3 e 32. Molto partecipata anche da parte delle autorità la Santa Messa seguita al corteo, celebrata nella chiesa di San Giuseppe Artigiano dall'arcivescovo Giuseppe Petrocchi: "Gli aquilani siano comunità unita e siano protagonisti della ricostruzione non delegando alle istituzioni", ha spiegato nel corso dell'omelia. "La posta in palio è molto importante, nel decennio 2009-2019 si decideranno i prossimi 50 anni della città, quindi la vita della nuove generazioni" ha detto ancora Petrocchi. Il vescovo ha invitato "a non usare più i termini di morti, scomparsi o defunti in relazione alle vittime del sisma. I nostri fratelli sono nella casa del Padre".

Alla veglia seguita alla messa hanno partecipato in molti, tra cui numerosi familiari delle vittime. Durante la notte sono stati numerosi coloro che hanno visitato la cappella della memoria, dove ci sono le lapidi con i nomi delle 309 vittime, adiacente alla chiesa delle Anime Sante, chiusa per i lavori di recupero. Significativa la testimonianza del presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio: "E' un momento struggente, doloroso, straziante, ma bisogna pensare al futuro con positività, con grande forza e fiducia. Lo Stato sta facendo la sua parte, siamo in una fase di svolta, tutti insieme, in particolare istituzioni e cittadini, si deve reagire. La Regione ci vuole essere". Per Marco Alessandrini, sindaco di Pescara: "E' il primo anno da sindaco, mi sembrava doveroso essere qui, ci riguarda tutti. E' doloroso passare nei luoghi simbolo del tragico sisma, nessuno può rimanere indifferente. La mia presenza vuole testimoniare la vicinanza mia personale, ma anche quella della collettività pescarese nei confronti dei fratelli aquilani". Per la senatrice aquilana del Pd Stefania Pezzopane "la via crucis degli aquilani, che cade con la ricorrenza di Pasqua, ci aiuta per una resurrezione che ancora tarda, tra cose positive e ancora tanto dolore e tante difficoltà". Oggi sono in programma quattro funzioni religiose.

 In corteo anche i rappresentanti di associazioni nate dopo altre tragedie, quali quella di Viareggio e della ThyssenKrupp. Associazioni riunite in un coordinamento che sempre lunedì si riunirà all'Aquila per mettere a punto il programma di un convegno nazionale su legalità e giustizia, che dovrebbe svolgersi a Roma.

"Credo che il clima sia cambiato. Il dolore oggi - ha detto il sindaco Massimo Cialente - viene vissuto in modo più raccolto, anche se per questa occasione ha influito la concomitanza delle festività pasquali. Ma la commemorazione del 6 Aprile deve diventare sempre di più un momento della storia di questa città. La presenza di persone come il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, e di altre figure istituzionali regionali come quella del presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, è un bel segnale. Non mi aspettavo la presenza di rappresentanti del governo nazionale per via della Pasqua".‬

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