Ricerca, in Italia investimenti in ricerca più bassi Paesi del G7

Dati presentati in occasione del Technology Forum

Redazione ANSA MILANO

(ANSA) - MILANO, 25 MAG - In Italia gli investimenti in ricerca e sviluppo "allo stato attuale sono tra i più bassi dei paesi del G7 e in flessione rispetto agli scorsi anni (-4% sul 2015)". Il valore investito tra pubblico e privato è pari a 21,6 miliardi di euro, l'1,29% del Pil, in calo rispetto all'1,34% del 2015 e meno di quanto investe la sola regione tedesca del Baden-Württemberg. Lo mette in evidenza il rapporto 'Le nuove frontiere dell'innovazione', presentato in occasione del 'Technology Forum' di The European House-Ambrosetti.

Il Paese può contare su un sistema della ricerca di eccellenza, a cui si aggiunge un importante patrimonio manifatturiero, spiega lo studio, che raccoglie i risultati dell'ultimo anno di lavoro della 'Community Innovation and Technology', nata nel 2011 all'interno dell'Ambrosetti Club per stimolare l'innovazione nel paese. Tra le priorità indicate dal rapporto, quella di aumentare gli investimenti in ricerca e innovazione, incentivare l'attività di open innovation, in quanto oggi solo il 6,7% delle piccole e medie imprese italiane svolge attività di collaborazione, contro una media europea dell'11,2%, stimolare il venture capital. "Per competere sullo scenario internazionale, l'Italia deve essere all'avanguardia in innovazione e tecnologia", invece, "manca nel paese una visione strategica dell'innovazione e della ricerca. Qui si tratta di quadruplicare i fondi per fare pari con la Germania, eppure non c'è nessuna visione politica che metta al centro un serio potenziamento della ricerca", afferma Valerio De Molli, aggiungendo che "l'Italia ha tutte le carte in regola per competere ad armi pari con gli altri Paesi europei nella corsa verso le nuove tecnologie" e ha fatto "importanti passi in avanti", soprattutto sulla fiscalità, "grazie al piano nazionale Industria 4.0". (ANSA).

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