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Svizzera: Ue, dopo voto accordo mercoledì non parte bene

Bonino,impatto molto preoccupante; Tajani, reagire a cause esito

11 febbraio, 10:09
Svizzera: Ue, dopo voto accordo mercoledì non parte bene Svizzera: Ue, dopo voto accordo mercoledì non parte bene

BRUXELLES - Sta alla Svizzera decidere ora "che conseguenze avrà il voto di ieri" ma da parte Ue la prima conseguenza potrebbe vedersi già mercoledì, giorno in cui è fissata la firma del mandato a negoziare l'accordo istituzionale Ue-Svizzera per l'adattamento dell'acquis svizzero a quello Ue: "Non parte sotto buoni auspici", ha detto oggi la portavoce del presidente della Commissione Ue.


Si tratta infatti di un voto "contro le scelte dell'Ue" che indubbiamente "pone problemi alla libera circolazione" delle persone, ha commentato il vicepresidente dell'esecutivo comunitario responsabile per la politica industriale, Antonio Tajani, all'esito del referendum con cui gli svizzeri hanno chiesto di limitare l'immigrazione dai Paesi Ue.


Al di là dei problemi pratici ed immediati, per Tajani è il caso di interrogarsi sulle cause che hanno portato a questo risultato. Cominciando dagli effetti di una crisi che, in assenza di risposte adeguate, ha portato a 'emigrare' in Svizzera non solo lavoratori, ma anche imprenditori italiani. Un altro sintomo che, secondo il vicepresidente, indica chiaramente la necessità di iniziative "a sostegno della crescita" e dell'economia reale.


E infatti "l'impatto" del referendum svizzero sulla libertà di circolazione "si sta valutando, anche in termini quantitativi" ma "è molto preoccupante sia per quanto riguarda l'Italia, ma anche per gli altri accordi con la Ue", tra cui quelli fiscali.


Lo ha detto il ministro degli esteri, Emma Bonino, arrivando alla riunione del Consiglio Ue, precisando che dell'argomento i ministri ne discuteranno "in un punto aggiuntivo al Consiglio, alla fine". "La Svizzera economicamente vive di scambi con i paesi europei" quindi con il risultato del referendum "si danneggia da sola", ha avvertito il collega tedesco Frank-Walter Steinmeier, che ha poi ammonito la Svizzera che "scegliere solo ciò che piace nel rapporto con la Ue non è una strategia di lungo termine".


"Vogliamo una relazione equa - ha aggiunto il ministro tedesco - significa essere pronti a prendere i molti vantaggi del rapporto con la Ue, ma anche gli svantaggi".


La volontà degli svizzeri espressa col referendum "va rispettata" ma, per il ministro degli esteri lussemburghese Jean Asselborn il risultato "avrà certamente conseguenze". "Non si può liquidare la la libera circolazione - ha detto - non si può da una parte avere un accesso privilegiato al mercato interno della Ue e dall'altra annacquare la libertà di circolazione". Asselborn ha poi affermato che "Christoph Blocher, il capo di questo referendum (vicepresidente del partito SVP che lo ha promosso, ndr), ha forse molto denaro, ma vede corto" ed ha sottolineato che "quelli che anno dato il benvenuto" al referendum "sono stati Wilders, Le Pen e Strache", ovvero i leader dei partiti xenofobi ed anti-immigrazione di Olanda, Francia e Austria. "Quindi - ha aggiunto il ministro lussemburghese - è in buona compagnia".


"Sono affranto per la Svizzera - ha concluso il ministro - che è un paese aperto, ma il voto va in una direzione contrario alla Ue, che tra gli un 'acquis' principali oltre all'euro ha la libera circolazione. E questo risultato non si può accettare".

 


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