Arrivano i Barbari al Festival del Medioevo di Gubbio

Migrazioni, diversità e identità i temi della IV edizione

Marzia Apice

GUBBIO - Con lo sguardo rivolto al fenomeno della migrazione e all'incontro-scontro con il 'diverso', si apre il 26 settembre a Gubbio la quarta edizione del Festival del Medioevo. In programma fino al 30 settembre, la manifestazione propone il tema "Barbari. La scoperta degli altri" come fil rouge dei tanti appuntamenti, più di cento, che animeranno questa edizione 2018, con l'obiettivo di legare il grande racconto della Storia ai temi più cruciali dell'attualità, coniugando l'approccio colto a quello popolare. Nei 5 giorni del festival, nella cittadina umbra si susseguiranno incontri e lezioni di storia con accademici, scrittori, filosofi e giornalisti, mostre, esibizioni e spettacoli per compiere insieme al pubblico un viaggio a ritroso nel tempo dedicato ai 1000 e più anni che compongono l'affascinante Età di Mezzo. Indagando l'identità dei popoli e degli individui, la volontà di conoscenza accanto alla paura, la difesa dei confini e l'integrazione, raccontando la comparsa in seguito alle migrazioni, alle guerre e ai commerci dello straniero con la sua lingua e la sua cultura e cercando di comprendere l'opportunità di arricchimento rappresentata dall'accoglienza del 'diverso', la manifestazione apre la porta alla comprensione del nostro presente. Tra gli eventi più interessanti, due anteprime di Rai Storia, la prima puntata della serie "Conquistadores" e il documentario "Leonardo a Milano e la festa del Paradiso", la "Tolkien session 2018" (approfondimento dedicato al mondo del grande scrittore e linguista britannico), le presentazioni delle novità in libreria su tutto ciò che c'è da leggere sull'epoca medievale, le mostre "Un giorno nel Medioevo" e "Gubbio al tempo di Giotto", le visite guidate di Gubbio, i giochi di ruolo. Lontano dalle feste medievali e dalle rievocazioni folcloristiche, il festival raccoglie dunque anche quest'anno la sfida della divulgazione storico-scientifica al grande pubblico. Come afferma oggi a Roma il suo ideatore Federico Fioravanti, "il Festival del Medioevo è una grande operazione di divulgazione storica che unisce la platea degli appassionati agli accademici: in 11 secoli di storia racconteremo non solo l'Italia, ma anche l'Europa e il mondo intero". "Il Medioevo ci serve per comprendere chi siamo noi e chi sono quelli diversi da noi, quelli che parlano un'altra lingua, che sono sconosciuti: non parliamo quindi del passato ma del presente", prosegue, sottolineando che la manifestazione "non sarà una festa né una rievocazione, ma l'occasione di raccontare in modo avvincente argomenti complessi".
   

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