Tempo Libero

Dagli esordi al futuro, breve storia del Video Mapping

Le più importanti esperienze nel mondo di spettacolari proiezioni sui monumenti

MINERVA ONIONLAB DIPLOPIA © Ansa

Si può risalire fino alle ombre cinesi, proiettate nei teatri della dinastia Han (206-220 a.C.) per trovare lontanissime antenate delle spettacolari proiezioni in 2d, 3d e 4d su palazzi e monumenti di tutto il mondo, meglio note come projection mapping o video mapping. Mondi di luce e visioni che  diventano protagonisti anche a Roma, dal Pantheon al Colosseo Quadrato con il Solid Light - Roma Interactive Light Festival, dal 19 al 21 e dal 25 al 26 ottobre, all'interno di Videocittà, rassegna sulle immagini in movimento (19 – 28 ottobre).

Le creazioni e ri-creazioni in video mapping sono diventate soprattutto dai primi anni 2000 un'arte codificata quanto innovativa e immaginifica, ma anche, all'occorrenza, un originale strumento di marketing: dal gigantesco ologramma, per un'azienda leader nello sport-wear, del campione di basket Carmelo Anthony che gioca, corre e segna sull'Hudson River tra enormi effetti d'acqua, all'universo di Tron Legacy che appare sul complesso Southbank a Londra. Il percorso di questa tecnologia in costante evoluzione ha avuto fra le varie tappe, le sperimentazioni con proiezioni su oggetti tridimensionali fatte a fine anni '60 a Disneyland per la 'Casa stregata' o la serie di immagini sul corpo di George Harrison nel film tv sul Magical Mystery Tour, fino alle illusioni 'domestiche' di Michael Naimark a metà anni '80.

Oggi nessuna superficie è troppo grande o troppo piccola, e le variazioni non mancano, dal micro mapping al car mapping, ma la sfida preferita dagli artisti è scegliersi come tela monumenti e edifici storico-industriali.

Tra gli esempi più spettacolari visti negli ultimi anni: i capitoli più importanti di 600 anni di storia proiettati sull'Orologio Astronomico di Praga (2011); le dimensioni multiple e interattive create da una dozzina d'artisti, guidati da Farkas Fulop and Ryan Uzilevsky, al Manhattan Bridge (2012); il progetto di un'autostrada sostenibile che prende vita sul grattacielo 'De Rotterdam' nella città olandese (2013); i 'tappeti magici' creati da Miguel Chevalier nella candida Cattedrale del Sacro Cuore di Casablanca (2014); quattro giorni di proiezioni, in occasione dei primi vent'anni di vita del museo, su uno dei capolavori architettonici di Frank Gehry, il Guggenheim Museum di Bilbao (2017) con le immagini dei suoi momenti topici, dall'ideazione alla rappresentazione dei gioielli nella sua collezione; lo spettacolo ipnotico del Dj Paul Oakenfold sui monoliti di Stonehenge (2018).

“Siamo ancora negli stadi iniziali, ma pensiamo che questo medium si evolverà in modo estremamente veloce – ha spiegato in un'intervista uno dei nomi di riferimento del video mapping, Thien Vu Dang-. Se guardi agli inizi del cinema 100 anni fa quando le immagini venivano per la prima volta proiettate sullo schermo per un pubblico, possiamo vedere come sia riuscito a cambiare la vita delle persone e a diventare un'industria importante. Pensiamo che il mapping potrebbe avere una storia simile, ha un futuro estremamente luminoso”.

Il Solid Light nella capitale nasce dall’esperienza di Romap festival, il primo Light Interactive Festival di Roma, che tra il 2015 e il 2016 ha coinvolto oltre 100.000 spettatori. Tra i luoghi dove prenderà forma, la Basilica di Sant’Agostino per un’opera in stereoscopia (3D) del collettivo turco dei Nerdworking; il Pantheon animato con luci e proiezioni dallo studio spagnolo Onion-lab; la chiesa della Minerva trasformata dall’opera stereoscopica Diplopia; la facciata del tempio di Adriano affidata all’artista francese Romain Tardy. In Via Delle Muratte prende vita un’opera originale degli artisti romani None Collective, mentre uno dei pionieri del mapping, l’ungherese Laszlo Bordos trasforma la facciata del Palazzo della Civiltà Italiana (noto anche come 'Colosseo quadrato') nel più imponente mapping architettonico mai realizzato in Italia.

TI POTREBBERO INTERESSARE ANCHE:
  • di Francesca Pierleoni
  • 16 ottobre 2018
  • 23:45

Condividi la notizia