Lusso

In Alto Adige il 5 stelle lusso è green, bio e etico, senza consumismo

A La Perla, in Badia, comfort sposa economia bene comune

Hotel La Perla, dal 2005 primo albergo in Alto Adige ad entrare nei The Leading Hotels of The World © ANSA

 Può esistere lusso senza consumo sfrenato? L'esclusività, la bellezza, il comfort sposati all'economia del bene comune? Si può avere il massimo dell'ospitalità a 5 stelle, senza rinunciare all'etica e anzi offrendo aiuto a chi è meno fortunato? Per scoprirlo bisogna puntare in alto, quota 1568 metri a Corvara in Badia, tra le montagne più belle del mondo, le Dolomiti, patrimonio Unesco dal 2009. Qui Michil Costa ha lanciato (e vinto) la sfida con l'Hotel La Perla: 54 stanze, 5 ristoranti di cui uno stellato, spa e piscina, dal 2005 primo albergo in Alto Adige ad entrare nei The Leading Hotels of The World, la collezione di resort e hotel di lusso che con otre 375 strutture in 80 paesi quest'anno festeggia i primi 90 anni di attività.
    ''Siamo quello che doniamo al mondo'', spiega Michil all'ANSA.
    Quella de La Perla è la storia di un'azienda di famiglia, partita nel '57 quando papà Ernesto Costa e mamma Annì chiedono la licenza in Comune per affittare sei stanze di casa. Oggi, oltre a La Perla, c'è anche il Berghotel Labinia (la più antica locanda di Corvara) e il Posta Marcucci in Toscana. Alla guida, i figli Mathias, Maximilian e Michil, che da anni si batte per le Dolomiti senza auto e ha dato il primo imput alla filosofia che anima la vita a La Perla. ''Forse qui, davanti a tanta bellezza della natura si è più sensibili a certe tematiche - riflette - Per me si può dire che tutto è cominciato 25 anni fa, quando vivevo a Londra e ho capito che i punk non conoscevano le soluzioni del mondo'', scherza. Dietro, in realtà, c'è ''un lungo percorso legato alla filosofia buddista e l'incontro con il Dalai Lama''. E la convinzione che ''il profitto non può essere l'unico scopo''.
    Michil comincia a ripeterlo e ad applicarlo all'azienda, a partire dal ristorante, dove oggi è inutile chiedere fragole in inverno o vini californiani (e nemmeno fegato d'oca ''perché anche gli animali devono vivere una vita degna''). Qui tutto è bio, quanto più possibile a chilometro zero e all'insegna del biodinamico. E se in un cinque stelle gli standard di pulizia devono essere impeccabili, si usano i detersivi meno impattanti possibili. Nel 2012 è arrivato anche il primo bilancio sui parametri dell'Economia del bene comune.
    ''All'inizio - racconta Michil - non è stato facilissimo, ad esempio, far capire a mio papà i vantaggi che anche i nostri collaboratori nelle ore libere potessero utilizzare la piscina o farsi fare un massaggio nel centro benessere a 5 euro. Invece l'energia, la condivisione, che nascono sono molto positive''.
    Già perché al centro a La perla non solo gli ospiti, ma anche i collaboratori. ''Un buon imprenditore al proprio fianco sceglie chi è più bravo di lui - prosegue - Io e miei fratelli siamo stipendiati, non abbiamo diritto ai dividendi. E tutte le decisioni, anche gli investimenti, si prendono insieme a chi lavora con noi''. Per gli ospiti l'esperienza inizia sin dall'arrivo. Niente ''mi dia i documenti'', come se si fosse fermati dalla Stradale.
    Piuttosto ''un sorriso, perché da quel momento in poi l'ospite ci darà tantissimo: il suo sapere, la possibilità di prenderlo per mano e il suo tempo più importante dell'anno, le vacanze.
    Per carità, non sempre ha ragione lui. Bisogna anche un po' educarlo, tirare fuori il meglio. Ma sono convinto che ognuno ha gli ospiti che si merita''. Ecco allora che, oltre alle molte attività delle Dolomiti, a La Perla si può cercare un attimo di fuga nella casa sull'albero, come quando si era bambini. Oppure passeggiare nella cantina Mahatma Wine: oltre 30 mila bottiglie, dove l'andamento del pavimento segue l'età dei vini e con un intero ''tempio'' al Sassicaia. E poi magari cenare alla Stua de Michil, premiata dal 2002 con la stella Michelin, piccola wunderkammer in legno in cui gli oggetti si fissano come d'incanto in due stuben del 1600. E ancora la Spa dove erbe, piante, fiori e frutti sono combinati in base all'identità energetica. Fino a qualche tempo fa c'era anche il giorno del silenzio: 24 ore in cui in tutto l'albergo, ospiti e lavoratori, era invitato a non fare rumore e non parlarsi a voce. In camera, ovviamente, ogni comfort, dalle sette tipologie di cuscini ai cosmetici naturali. Manca solo il frigo bar, perché così ''si evitano spiacevoli rumori, si limita l'uso dell'energia e in ogni caso c'è sempre qualcuno a disposizione per ogni richiesta''.

Dall'incontro con Jetsun Pena, sorella del Dalai Lama, nel 2007 è nata anche la Family Costa Foundation per proteggere e promuovere i diritti dei minori. Dal Togo all'India, dall'Uganda al Tibet sono tanti i progetti realizzati, tra scuole, adozioni, interventi per la sicurezza alimentare e idrica. E qualcuno di questi ragazzi è arrivato fino in Italia, accolto a lavorare a La Perla. ''Non a tutti piace questa filosofia - ammette Michil - E' giusto sia così. Per venire da noi si spendono davvero tanti soldi''. Ma il più delle volte si resta incantati. Come l'''importante imprenditore televisivo che da anni arriva con il suo aereo privato''. E siccome le emissioni di Co2 sono un problema enorme per il pianeta, ''stiamo cercando almeno di sensibilizzarlo sui nostri progetti in Uganda. Il mio sogno? Far arrivare tutti fin qui senza auto, con mezzi green''.
   

  • di Daniela Giammusso
  • ROMA
  • 29 maggio 2018
  • 20:02

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