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Cosa c'è in una crema di bellezza del 2019? Enzimi, lieviti, funghi e persino broccoli

Anche i bioattivi e la cannabis nel nuovo glossario della Commissione Europea

Una consumatrice legge gli ingredienti di una crema di bellezza © Ansa

Cosa c’è in una crema di bellezza del 2019? Globalmente, gli elisir beauty in vendita nel mondo contengono 26.491 ingredienti. Erano 14.000 quindici anni fa. Fra i nuovi ritrovati di successo gli enzimi, i lieviti, i composti fermentati e i ‘bioattivi’ (che arrivano da Oriente e sono ritenuti fra i migliori rimedi antirughe). Oppure funghi e broccoli (ingredienti vegani fra i più richiesti al momento) o la discussa cannabis che è presente in almeno una decina di forme diverse fra cui il suo olio, gli estratti, i fiori, le radici e perfino il cannabidiolo ad azione rilassante.

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Inoltre i filtri solari di nuovissima generazione e anche nelle nuove forme ‘nano’, cioè ridotti in misura miscroscopica e usati con precisi limiti di concentrazione per ragioni di sicurezza.
Fra grandi classici, sostanze di ultima generazione e gruppi di miscele composte anche da una trentina di estratti diversi insieme, il numero di componenti impiegati dalle industrie della cosmesi per fare i nostri amati elisir di bellezza sale continuamente. La spinta innovativa risponde alla continua richiesta di soluzioni ai nostri problemi estetici e alle continue sollecitazioni pubblicitarie che hanno spinto donne e uomini a comprare sempre più belletti che, nel mondo, hanno raggiunto i 412 miliardi di euro di fatturato nel 2017 (dati PwC) e che supererà i 500 miliardi di euro, entro il 2021.
Era perciò il momento di contare la pletora di composti inclusi nei nuovi prodotti beauty. Lo ha fatto la Commissione Europea nel nuovo ‘glossario’ appena redatto e inviato alla World Trade Organization e che include gli esempi di nuove sostanze che abbiamo appena elencato. Spiega la Commissione: “In risposta ad un così alto numero di nuovi ingredienti introdotti sul mercato il precedente glossario, risalente al 1996, non era più sufficiente ed esaustivo, andava sostituito e aggiornato”. Ognuno dei 26.491 ingredienti è indicato secondo un codice universale che vale in tutto il mondo, l’INCI name (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients), utilizzato per indicare in etichetta i diversi ingredienti nello stesso identico modo di paese in paese.
Pensavate che bastassero meno sostanze? “Quindici anni fa erano 12/14.000 i componenti usati dalle industrie, - ricorda Stefano Dorato, direttore Regulatory and Scientific Relations dell’associazione Cosmetica Italia. - Le nuove ricette di bellezza sono sempre più complesse, ad un singolo INCI possono corrispondere anche lunghe miscele e il numero di ingredienti cresce con una media di 700 nuovi composti ogni 12/24 mesi”.
“Il nuovo censimento include la vastissima offerta di ingredienti naturali, usati da sempre, ma anche i composti più nuovi e non ancora classificati, come moltissimi rimedi anti-età fra i quali i derivati dell’ascorbil palmitato e i peptidi botox-like, - precisa Andrea Fratter, chimico industriale, autore di diversi brevetti interazionali nel settore e docente di cosmetologia alla Scuola internazionale di medicina estetica del Fatebenefratelli di Roma. “Con questo nuovo censimento la Commissione avalla e si prende anche carico dell’introduzione delle novità messe a punto dalle industrie, una volta sottoposte al suo controllo. Si tratta di un arricchimento utile anche per i consumatori”.
Il documento entrerà in vigore a partire dal ventesimo giorno successivo alla data della sua pubblicazione sull’Official Journal of the European Union, attesa per aprile 2019.
Il nuovo glossario si può consultare qui https://bit.ly/2TD7Ujc

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  • di Agnese Ferrara
  • 08 gennaio 2019
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