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Libro del giorno: Rizzo e Stella, ora inchiesta sul sud

Se muore il sud

di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo

di Paolo Barbieri

SE MUORE IL SUD, DI GIAN ANTONIO STELLA E SERGIO RIZZO (FELTRINELLI, PP. 315, EURO 19,00) Torna la coppia Stella-Rizzo con un nuovo libro inchiesta, ''Se Muore il Sud'', che denuncia lo stato di degrado del Meridione, le responsablità della sua classe dirigente ma anche di quella del Nord. La metafora utilizzata per descrivere la situazione è la nave Concordia: ''Il Sud - ha spiegato Gianantonio Stella alla presentazione milanese del libro - è come la nave Concordia.

Da una parte c'è Schettino che è un napoletano ma dall'altra c'è un altro napoletano, il comandante Giorgio De Falco, quello che gridò ''Torni a bordo cazzo!''. Ecco la speranza è che si imponga quest'ultimo Sud perché una cosa è chiara: se muore il Meridione d'Italia muore il paese''. Stella ha quindi spiegato che il libro descrive situazione ''pazzesche'' ma non è contro il Sud: ''Certo, non è dalla parte di quel sud delle truffe, dei finanziamenti facili, delle truffe all'agricoltura e di quella classe dirigente inetta e incapace''.

E nel libro vi sono molti esempi di un Sud che sa essere all'altezza della modernità e che sa affrontare la crisi come la storia di due giovani laureati che hanno progettato e realizzato un aereo leggero e che oltre ad assumere lavoratori, sono diventati un punto di riferimento per molti ricercatori europei. ''Il sud - ha spiegato Rizzo - è stato abbandonato non solo dal punto di vista economico ma anche da quello culturale. Bisogna dare forza a quelle esperienze positive, ridare speranza perché se muore il Sud muore l'Italia''. I due giornalisti non risparmiano nella loro analisi il Nord: ''Per noi - scrivono nel libro - vale ciò che ha detto Gaetano Salvemini nel 1922 "La peggiore classe dirigente del nord si è alleata con la peggiore classe dirigente del Sud"''. Lo smaltimento dei rifiuti tossici in Campania da parte delle aziende del Nord e l'infiltrazione mafiosa nelle regioni settentrionali sono un esempio dell'attualità della frase di Salvemini. Oltre alle storie sullo spreco dei finanziamenti europei (denaro stanziato per trattorie, per macellerie, profumerie e casinò), sui corsi di formazione professionale fasulli, sulla tragedia dei roghi dei rifiuti, sull'abbandono delle bellezze come, per esempio, la reggia di Carditella, nel libro Rizzo e Stella forniscono una serie di dati economici impressionanti. Le famiglie povere al Sud nel 2007 erano il 5,8%, nel 2012 il 9,8%: un incremento quindi del 70%. Nel 1951 la Sicilia produceva un ottavo del Pil italiano, oggi un diciottesimo. La classe politica è, per i due autori, l'esempio negativo: ''Il segretario generale delle Nazioni Unite ha uno stipendio di 13.823 euro lordi al mese, di contro il presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Gianni Tomaselli, uno stipendio netto di 13.145 euro''. I dati forniti sono allarmanti: ''La regione bulgara di Sofia per quanto riguarda il Pil ha superato le regioni del nostro sud. Tra il 2000 e il 2010 il Pil è passato dal 37 al 75%. Per fare un esempio, la Campania dal 73 al 64%''. Imbarazzante il confronto con le Isole Baleari: ''La Sicilia ha 1.500 chilometri di costa, le Baleari 1.430. La Sicilia ha sei siti protetti dall'Unesco e le Baleari due, eppure i pernottamenti in Sicilia nel 2012 sono stati 3,7 milioni contro i 41,2 delle Baleari. Il reddito pro-capite in Sicilia nel 2010 è stato di 17.488 euro contro i 24.672 delle Baleari». I soldi spesi dagli stranieri in Italia nel 2012 sono stati 32 miliardi di euro ma solo 4 miliardi al sud, di questi ultimi un ventiduesimo in Campania e un centoquarantacinquesimo in Calabria che detiene il record negativo degli incassi museali: 27.046 euro in un anno. ''C'è una classe dirigente responsabile di tutto questo - spiegano nel libro Rizzo e Stella. Noi speriamo che ci sia un minimo di autocritica e non come ha fatto il presidente della Sicilia Raffaele Lombardo che è arrivato ad accusare Omero dei mali del Sud, affermando che Ulisse è stato il primo colonialista''.

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