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La stele di Rosetta hi-tech

Ricostruita al computer l'alba di una famiglia di lingue di Asia e Oceania

12 febbraio, 09:44
L'albero genealogico delle lingue morte e viventi, di Felix Gallet. Incisione di Geusler (Parigi,  1800 circa) L'albero genealogico delle lingue morte e viventi, di Felix Gallet. Incisione di Geusler (Parigi, 1800 circa)

Gli antichi linguaggi, progenitori di alcune lingue attuali parlate in Asia e Oceania, sono stati ricostruiti per la prima volta con l'aiuto del computer, utilizzando un modello che ha funzionato come una stele di Rosetta hi-tech. Pubblicato sulla rivista dell'Accademia di Scienze degli Stati Uniti (Pnas), il risultato si deve a un gruppo di ricerca canadese e americano dell'università della British Columbia e dell'università della California a Berkeley.

Uno dei più antichi problemi nel campo della linguistica è la ricostruire le parole dei linguaggi da cui sono nate le lingue moderne. Spesso, infatti, non vi sono testi scritti in molte di queste lingue progenitrici. Per ricostruirle i linguisti usano il metodo comparativo, un processo manuale basato sulle informazioni relative ai cambiamenti dei suoni delle parole nelle lingue moderne imparentate fra loro.

Con un metodo simile, ma con l'aiuto di un computer, i ricercatori hanno ricostruito un gruppo di antichi linguaggi del Pacifico e dell'Asia da una banca dati di oltre 142.000 parole appartenenti a 637 lingue austronesiane, una famiglia di lingue parlate nel Sud-Est asiatico, nel Pacifico e parte dell'Asia continentale. L'85% della ricostruzione è accurata quanto le ricostruzioni manuali realizzate dai linguisti. Per esempio la parola stella, che nella lingua delle Figi si dice kalokalo e nella lingua Melanau parlata da un popolo che vive nel Borneo si dice biten, deriva dalla comune antica parola bituqen. La parola vento, che nella lingua figiana si dice cagi e nella lingua Inabaknon, parlata nelle Filippine, si dice bariyo, secondo il sistema deriva da beliu e dal metodo manuale deriva da bali.

L'alba di questi linguaggi è stata ricostruita raggruppando parole con significati comuni appartenenti a lingue correlate fra loro, analizzando le caratteristiche comuni ed i cambiamenti dei suoni a livello di singole sillabe. Come in altri lavori di linguistica storica, i ricercatori hanno ipotizzato che ogni parola si evolve lungo i rami di un albero di linguaggi imparentati fra loro. I nodi dell'albero sono lingue non più parlate, le foglie invece sono le lingue moderne.
''Siamo fiduciosi - osserva il coordinatore del lavoro, Alexandre Bouchard-Cote', dell'università di Berkeley - che il nostro strumento rivoluzionerà la storia della linguistica come l'analisi statistica e il calcolo computerizzato hanno rivoluzionato la biologia''.

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