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Cern, 'avvistata' la particella di Dio

E' la prima volta, i dati presentati a Ginevra dagli italiani Gianotti e Tonelli

13 dicembre, 19:31
Collisioni fra particelle nell'esperimento CMS (fonte: CERN) Collisioni fra particelle nell'esperimento CMS (fonte: CERN)

GINEVRA  - Per la prima volta e' stata ''avvistata'' la particella di Dio, ossia il bosone di Higgs, grazie al quale esiste la massa. I primi dati sono stati presentati oggi a Ginevra, in un affollatissimo seminario organizzato al Cern, dai coordinatori degli esperimenti Atlas e Cms, gli italiani Fabiola Gianotti e Guido Tonelli.

Tonelli e Gianotti hanno presentato i dati che individuano la massa della cosiddetta particella di Dio nell'intervallo di energia compreso fra 124 e 126 miliardi di elettronvolt (GeV), ciascuno con uno scarto compreso fra 2,5 e 3 deviazioni standard. Vale a dire che c'é ancora un margine di errore, anche se molto ridotto.

PAPA' BOSONE HIGGS HA COMMENTATO 'MY GOD' - "My God!": non avrebbe potuto essere più appropriato il commento ai primi dati che 'avvistano' il bosone di Higgs da parte del fisico che per primo ha teorizzato nel 1964 l'esistenza dell'inafferrabile particella di Dio, Peter Higgs. A raccontare l'aneddoto è stato, oggi al Cern di Ginevra, il coordinatore italiano dell'esperimento Cms, Guido Tonelli, dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). "Quando gli abbiamo comunicato i nostri dati - ha detto Tonelli - Higgs era spaventato dall'idea che fossimo così vicini e la sua prima esclamazione è stata 'My God''. A 82 anni, Peter Higgs preferisce essere molto prudente: "sembrava davvero un po' terrorizzato - ha osservato Tonelli - dall'idea che si arrivasse al dunque!"

RISULTATI ENTUSIASMANTI,MA RICERCATORI PRUDENTI
- Sono entusiasmanti i dati sulla particella di Dio grazie alla quale esiste la massa, presentati oggi al Cern di Ginevra. Tuttavia gli stessi coordinatori degli esperimenti che hanno raccolto questi dati senza precedenti, gli italiani Fabiola Gianotti e Guido Tonelli sono prudenti. "La macchina sta lavorando in un modo fantastico", ha detto Gianotti parlando dell'acceleratore più grande del mondo Large Hadron Collider (Lhc), dove sono stati condotti gli esperimenti Atlas (coordinato dalla stessa Gianotti) e Cms (coordinato da Tonelli) che stanno dando la caccia al bosone di Higgs. "I dati sono molto interessanti - ha detto ancora Gianotti - ma c'é ancora molto da fare e al momento non possono concludere nulla". Quello che i fisici cominceranno a fare da questo momento in poi sarà continuare a raccogliere il maggior numero dei dati possibile in modo da ridurre il margine di errore al massimo, al punto di una possibilità di errore su un milione. Anche per Tonelli questo momento della ricerca richiede "un'estrema vigilanza. La cosa importante - ha aggiunto - è che ci sia un primo risultato di questo tipo a coronamento di 20 anni di sforzi e di migliaia di persone, fra le quali centinaia di italiani". Delle 6 mila persone che lavorano ai due esperimenti, Atlas e Cms, circa 900 (pari al 15%), sono italiani. Da questo momento in poi, ha detto ancora Tonelli, la ricerca proseguirà con un percorso a tappe serrate il cui obiettivo è stringere il cerchio intorno ad una delle particelle più misteriose alle quali i fisici di tutto il mondo stanno dando la caccia.

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