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Lamenta stanchezza il 25% italiani, per 250mila può esser cronica

Presentate le linee guida per sindrome spesso sottovalutata

25 marzo, 18:22
Lamenta stanchezza il 25% italiani, per 250mila può esser cronica Lamenta stanchezza il 25% italiani, per 250mila può esser cronica

Circa il 25% degli italiani lamenta stanchezza e difficoltà di concentrazione, episodi frequenti soprattutto in primavera. Circa in 250.000, però, potrebbero essere invece affetti da stanchezza cronica, una malattia che colpisce maggiormente le donne e può arrivare a condizionare la vita. Difficile da riconoscere, viene spesso sottostimata e la diagnosi, di conseguenza, arriva in ritardo. Per sensibilizzare e informare famigliari, medici e operatori su caratteristiche e sintomi, sono state presentate oggi, dall'Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), le linee guida per la sindrome da stanchezza cronica (CFS). Come distinguere, quindi, l'affaticamento fisiologico, dovuto a stress, sovrappeso o errati stili di vita, da quello patologico? "La stanchezza cronica -spiega Umberto Tirelli, Direttore del Dipartimento di Oncologia medica dell'Area Vasta Pordenonese - è aspecifica, ovvero si manifesta in assenza di grandi sforzi muscolari. Inoltre è associata a dolori articolari, mal di testa e senso di confusione mentale, febbre".

Sintomi propri, però, anche di altri malattie. "Bisogna prima escludere che non si tratti di problemi legati a tiroide, microcitemia, epatite, ictus, cancro. Tra l'altro, i valori del sangue risultano regolari", aggiunge Tirelli. In genere si manifesta a seguito di infezioni virali, come mononucleosi, gastroenteriti, influenza.

Non ha specifiche cure ma danno risultati, variabile da caso a caso, e cortisonici e immunomodulatori. Il che fa della 'Fatigue' una sorta di malattia rara, anche se rara non è rispetto al numero di persone affette. "Non ci sono dati sul fenomeno. Secondo le Schede di dimissione ospedaliera, in Italia, dal 2001 al 2010, i ricoveri sono stati oltre 3 mila, ma i numeri reali sono molto superiori, perché per arrivare all'ospedale per via della stanchezza vuol dire che si è in uno stadio molto grave", spiega Bruno Rusticali, Coordinatore scientifico delle Linee Guida Agenas. Pesanti le conseguenze sulla vita quotidiana. "Sono malata da 24 anni e i primi 12 li ho passati a letto - racconta Giada Da Ros - anche oggi ogni sforzo lo pago con giorni di immobilità. Se vado a cena fuori mi servono 48 ore per recuperare". Poca la conoscenza, spesso tramite stampa. "Il mio medico - denuncia - mi disse di cercarmi un 'moroso'. Grazie a un articolo di giornale mi sono rivolta a uno specialista". "Mia figlia - racconta Roberta Beretta Ardino - si è ammalata quando aveva dieci anni: nel giro di poche settimane non riusciva ad alzarsi dal letto. Quando abbiamo deciso di ricoverarla, ci è stato detto 'sarà la paura degli esami di scuola'".

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