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Medici troppo 'stanchi',Italia davanti Corte Giustizia Ue

Per mancato rispetto direttiva europea su orari di lavoro

20 febbraio, 16:47
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La Commissione europea ha deciso di deferire l'Italia alla Corte di giustizia dell'Unione europea per non aver applicato correttamente la Direttiva sull'orario di lavoro ai medici operanti nel servizio sanitario pubblico. Attualmente, la normativa italiana priva questi medici del loro diritto a un limite nell'orario lavorativo settimanale e a un minimo di periodi di riposo giornalieri. In forza della normativa italiana diversi dei diritti fondamentali contenuti nella direttiva sull'orario di lavoro, come il limite di 48 ore stabilito per l'orario lavorativo settimanale medio e il diritto a periodi minimi giornalieri di riposo di 11 ore consecutive, non si applicano ai "dirigenti" operanti nel servizio sanitario nazionale. La direttiva non consente però agli Stati membri di escludere "i dirigenti o le altre persone aventi potere di decisione autonomo" dal godimento di tali diritt.

   iE' ''imbarazzante dover aspettare che sia la Corte di Giustizia Europea a difendere il diritto anche per i medici italiani al limite di 48 ore per l'orario lavorativo settimanale medio e a periodi minimi giornalieri di riposo di 11 ore consecutive. Sostenere che i nostri medici, in quanto formalmente inquadrati come dirigenti, non abbiano gli stessi diritti dei loro colleghi europei, è sbagliato e risibile'', afferma Massimo Cozza, segretario nazionale Fp-Cgil Medici. Un medico del pronto soccorso, in quanto dirigente, rileva Cozza, ''non ha diritto ai riposi? E non ne hanno diritto anche i suoi pazienti?". Il deferimento, spiega, è ''giunto dopo un primo richiamo, del maggio 2013, con cui l'Europa chiese al nostro Paese di adottare le misure necessarie ad assicurare che la legislazione nazionale ottemperasse agli obblighi derivanti dalla direttiva europea sull'orario di lavoro dei medici del servizio sanitario''.

''E' impensabile - afferma ancora Cozza - che siano i turni massacranti di medici e operatori sanitari a sopperire alle mancanze del sistema, al blocco del turn over che riduce il personale ed ai pesanti tagli per oltre 30miliardi di euro, con servizi essenziali spesso resi possibili solo grazie al lavoro degli oltre 10mila medici precari". Per questo, prosegue, ''al prossimo governo chiediamo un immediato confronto per modificare le norme vigenti e sbloccare il turn over, per consentire l'assunzione del personale necessario a garantire il rispetto delle norme europee. La domanda che poniamo ai cittadini - conclude - è la seguente: vi fareste operare da un chirurgo stanco?".

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