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Stamina, sangue su foto Letta-Napolitano

Sit in a Montecitorio, manifestanti minacciano di lasciarsi morire

26 novembre, 14:06
La protesta a Palazzo Chigi La protesta a Palazzo Chigi

Da mesi 'in presidio' davanti a Montecitorio, i malati che chiedono la possibilità di accedere al metodo Stamina hanno dato luogo oggi ad una protesta 'shock': Sandro Biviano e Roberto Meloni, entrambi in carrozzella, hanno utilizzato flebo e siringhe per estrarsi del sangue gettandolo sulle foto di Giorgio Napolitano, Enrico Letta e Beatrice Lorenzin.

E' stato questo il momento 'clou' di una protesta che aveva preso il via nella mattinata, con vari presidi di malati che hanno letteralmente 'bloccato' il traffico nel centro della Capitale. Pazienti su carrozzelle, in mezzo alle strade, hanno protestato indossando magliette nere con la scritta 'Non ho più voglia di morire'. Intanto, da Trieste, il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin - che si è detta ''vicina ai malati'', ha sottolineato però come in piazza vi fossero ''anche altri che c'entravano molto poco con la malattia'' - ha invitato Vannoni a ''rendere pubblico'' il suo metodo ''per un atto di chiarezza''.

''Noi - ha detto - non dobbiamo fare marketing su questa vicenda, ma fare chiarezza scientifica, dare risposte a persone che stanno male''. E la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha sottolineato come ''il dialogo sia, anche in questo caso, lo strumento più efficace''. Dal canto suo il genetista Angelo Vescovi ha ribadito che, pur rispettando il diritto dei pazienti alla speranza, va garantita loro la sicurezza, e non vanno create false speranze''. La protesta è però andata avanti ed altri momenti di tensione si sono vissuti quando i manifestanti pro-Stamina - gridando ripetutamente 'vergogna' all'indirizzo dei parlamentari - sono arrivati praticamente a ridosso dell'ingresso di Montecitorio, volendo accedervi, e i commessi hanno chiuso il portone principale. L'atto di protesta con flebo e siringhe è stato interrotto solo alla notizia che una delegazione sarebbe stata ricevuta a Palazzo Chigi. L'incontro non si è però svolto.

Successivamente il direttore generale del ministero della Salute Marcella Marletta ha fatto sapere che i rappresentanti della associazioni ''hanno cominciato a porre una serie di condizioni.

Prima hanno chiesto l'ingresso di una telecamera, poi di essere accompagnati da Vannoni. La presidenza del consiglio, a questo punto, prosegue Marletta, ha fatto sapere di non essere disponibile ad accettare condizioni, ha confermato la propria volontà di ascoltare le istanze dei malati ma di giudicare irricevibile la visita di Vannoni, perché non si trattava di un incontro di carattere scientifico". Poco dopo Vannoni ed alcuni malati hanno incontrato il prefetto di Roma: "Abbiamo chiesto due cose - ha detto Vannoni - lo sblocco delle liste d'attesa a Brescia e un'interpretazione coerente con lo spirito con cui è stata scritta della legge Turco-Fazio, che quindi permetta le terapie compassionevoli nei vari ospedali d'Italia. Ci auguriamo che il prefetto faccia da mediatore''.

Una giornata convulsa, conclusasi con un'altra notizia: il giudice del lavoro dell'Aquila ha rigettato il ricorso per l'accesso al metodo Stamina presentato dai genitori di Noemi, la piccola abruzzese di 18 mesi. Il no arriva dopo gli altri due dei giudici di Chieti. "Una doccia fredda", ha detto il papà della bambina che aveva incontrato Papa Francesco, e da ieri in ospedale. In attesa di ''risposte definitive'', i malati annunciano, intanto, che continueranno il presidio davanti a Montecitorio, in quella che è ormai diventata la loro 'casa': la tenda verde con il numero civico '117 A'.

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