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In vacanza meno di un italiano su due

Ristorante addio, meglio pic nic

29 giugno, 13:06
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Le ombre della crisi si fanno sentire inevitabilmente sulle vacanze facendo rimanere a casa più della metà degli italiani; e per chi in ogni caso deciderà di partire il Belpaese rimane, almeno nell'80% dei casi, la meta preferita, contro un 15% che invece deciderà di trascorrerle oltre confine; sul fronte delle prenotazioni si impone ancora una volta il web, usato dal 21% dei vacanzieri, in particolare dai più giovani: questi gli elementi principali evidenziati dalla radiografia sull'estate degli italiani realizzata da Amadeus Italia, società specializzata nella distribuzione e nella fornitura di tecnologie avanzate per i viaggi e il turismo, in collaborazione con Federalberghi, l'organizzazione nazionale degli albergatori italiani.

IN QUANTI PARTIRANNO - Le previsioni stimano che gli italiani in vacanza saranno circa 27,8 milioni, pari al 46,1% della popolazione, che trascorreranno uno o più periodi di vacanza con almeno un pernottamento fuori casa. Ma quest'estate la maggioranza degli italiani (il 70%) non cambierà abitudini, lasciando invariato rispetto allo scorso anno il numero di vacanze-viaggi anche di breve durata; il 19% afferma che ne farà meno e l'8% che ne farà qualcuna in più.

ITALIA META PREFERITA - Il 79% dei nostri connazionali ha scelto o sceglierà l'Italia come meta della sua vacanza principale e solo il 15% andrà all'estero; il 6% non ha invece ancora deciso la destinazione. Rispetto all'anno scorso si registra un incremento delle località italiane a discapito di quelle straniere. In molti hanno infatti dichiarato che nel 2011 la loro vacanza principale è stata trascorsa nel 67% dei casi in Italia e nel 19% all'estero; solo il 14% afferma di non essersi messo in viaggio.

IN AUMENTO PRENOTAZIONI VIA WEB - Il canale privilegiato per le prenotazioni rimane il web, scelto dal 21% del campione. Di questi il 10% ha prenotato solo il trasferimento (volo, auto, treno), il 9% l'offerta completa e l'8% solo l'alloggio. Sono i più giovani a usare internet per cercare la soluzione migliore, prenotando il mezzo di trasporto e la struttura ma anche valutando un'offerta completa. Segue l'agenzia tradizionale con il 20% di prenotazioni, la vacanza 'fai da te' tramite il contatto diretto tra privati (il 14%) o la scelta di una struttura ricettiva (nel 10% dei casi). Il 20% degli italiani non farà prenotazioni. I dati dell'indagine "rispecchiano in modo puntuale la delicata situazione economica che gli italiani stanno affrontando - commentano Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi e Fabio Maria Lazzerini, amministratore delegato e direttore generale di Amadeus Italia - e che inevitabilmente si riflette sulle abitudini vacanziere. La contrazione della domanda turistica per questa estate e la tendenza degli italiani a rimanere in Italia, potrebbe essere un'opportunità per gli operatori di sviluppare sinergie, facendo sistema e proponendo un'offerta innovativa e personalizzata, attraverso l'impiego delle tecnologie, in grado di rivoluzionare - concludono Bocca e Lazzerini - l'esperienza del viaggiatore in fase di pianificazione, prenotazione e fruizione del viaggio".

RISTORANTE ADDIO,1 ITALIANO SU 3 IN VACANZA FA PIC NIC - La crisi si fa sentire anche per pasti dei vacanzieri. Quest'anno gli italiani che vanno in villeggiatura danno una sforbiciata alle spese per pasti fuori casa e scelgono di risparmiare portandosi in spiaggia, in pineta o in qualche piazza della città d'arte un più economico pic nic preparato a casa. A tratteggiare le nuove tendenze è la Coldiretti che citando un'indagine Swg rileva che un'italiano su tre (il 32%, ovvero quasi il doppio rispetto allo scorso anno) quando è in vacanza si prepara il cibo per conto suo, superando per la prima volta in 5 anni il numero di quelli che mangiano al ristorante. Il numero di quelli che mangiano nel ristorante dell'albergo o della pensione in cui pernottano è sceso quest'anno al 28%. In calo sono anche coloro che vanno in trattoria o pizzeria (19%) o nei bar e fast food (8%), mentre aumenta rispetto allo scorso anno chi approfitta di parenti e amici (5%). L'acquisto degli ingredienti per la preparazione dei pasti sempre più spesso avviene nei mercatini che si moltiplicano nelle località di vacanza, come la rete di vendita diretta degli agricoltori. Per quanti non vogliono rinunciare al ristorante, avverte Coldiretti, il rischio 'tarocco' è però in agguato con i menù acchiappaturisti che si moltiplicano lungo tutta la penisola. Il rischio riguarda tutte le località più turistiche dove è bene tenersi alla larga dai ristoranti che offrono ricette 'violentate' come la cotoletta alla milanese preparata con carne di pollo o maiale, fritta nell'olio di semi al posto della carne di vitello fritta nel burro e fuggire rapidamente di fronte ad una locanda romana che offre spaghetti alla carbonara con prosciutto cotto al posto del guanciale e formaggio grattugiato al posto del pecorino romano. Tra i piatti più traditi nella costiera amalfitana ci sono, continua Coldiretti, la tipica caprese servita con formaggio industriale al posto della mozzarella di bufala o del fiordilatte mentre in quella ligure non mancano i casi di pasta al pesto proposta con mandorle, noci o pistacchi al posto dei pinoli e con il formaggio comune che sostituisce il parmigiano reggiano e il pecorino romano. Ma tra i falsi culinari più spacciati lungo tutta la penisola durante l'estate figurano anche, conclude la Coldiretti, il tiramisù con la panna al posto del mascarpone e gli spaghetti alla bolognese, una invenzione per stranieri completamente sconosciuta nella città emiliana.

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