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Le Citta'

Port Elizabeth

Porth Elisabeth quartiere degli affari Porth Elisabeth quartiere degli affari

C’ERA UNA VOLTA

La tribù locale si chiamava xhosa, ma Port Elizabeth (quinta città del paese) prende il nome dall’amatissima moglie del governatore della colonia, sir Rufane Donkin. Anche se il primo europeo che trovò la baia fu Vasco da Gama, i 4000 coloni approdarono nel 1820 per sfuggire a una violenta crisi economica in patria e per coltivare le terre promesse in concessione (in realtà, come vi spiegherà uno storico locale, Alan Weyers, che organizza interessanti tour, lo scopo del governo era militare quello di formare una barriera umana lungo il fiume Fish per garantire il controllo britannico su quelle terre).
L’architettura vittoriana è ovunque ben conservata (Donkin Street è monumento nazionale dal 1967) e il patrimonio culturale è ricchissimo. Da non perdere: il Campanile di 53 metri (204 scalini, panorama eccellente) per commemorare l’arrivo dei coloni; il Fort Frederick, sull’estuario del fiume Baakens; il percorso Donkin Heritage Trail, con visita al Museo del N. 7 di Castle Hill (tra le più antiche abitazioni della città); il tour delle township (durante l’apartheid nelle township di Port Elizabeth si trovavano tantissimi attivisti politici: sull’argomento interessante il Red Location Museum, nella più antica township, New Brighton), con le sue shebeen (taverne).


PERSONE

Come in quasi tutti i porti del mondo, anche qui gli abitanti sono aperti, accoglienti, ospitali. La vita cittadina gravita sulle sponde dell’oceano, anche d’inverno, o nelle strade costiere, più strette delle statali ma molto più interessanti proprio perché ricche di vita quotidiana e di comunità locali (c’è un affidabile e regolare servizio di trasporti con fermate a richiesta fino a Jeffrey’s Bay e alla Garden Route). Siccome la città è stranota per la cultura gastronomica, è facile fare amicizia a tavola: al Fernando’s Chicken House (pieno di tifosi locali e ottimo per i gamberetti piri-piri, nonostante il nome), o al più sofisticato Wickerwoods in Mill Park (non perdete il kabeljou al burro chiarificato), o al Nosh su Richmond Hill, in una residenza ottocentesca con giardino (torta di cudù in pasta sfoglia con salsa al vino rosso Pinotage). Chi vuole allegria alla maniera locale, vada al Jeya Jazz Corner, nella township di New Brighton (il proprietario, Noxolo Sume, vi servirà la birra ngudus con un piatto tradizionale xhosa).


FARE

Città decisamente divertente, sia per l’attrezzatissimo lungomare (di giorno e di notte), sia per ristoranti, musei, teatri (il Teatro dell’Opera è uno dei più antichi del paese, ancora molto pomposo), biblioteche, mercatini (nel weekend l’artigianato locale è all’Art in the Park), sport acquatici (Hobie Beach, Humewood Beach, King’s Beach e Wells Estate hanno ottenuto la Bandiera Blu), e per i celebri Boardwalk Casino and Entertainment World e Brooke’s Pavillion, enormi complessi per il divertimento non-stop. Insomma ce n’è per tutti: al Bayworld si può passare una giornata con i bambini (acquario oceanico e rettilario), mentre i fan di motori possono perdersi al South African Airforce Museum o al Croix Motor Museum. Romantica l’escursione col treno Apple Express o la minicrociera al tramonto o notturna. Un vero paradiso per amanti delle balene (avvistamenti dal battello tra luglio e ottobre) e appassionati di rugby, cricket e golf (Humewood Links, di rinomanza mondiale).
Anche la provincia è interessante: non deluderà una giornata nell’Eastern Cape (i safari sono in ambiente esente da malaria: andate al Parco nazionale Addo Elephant, a soli 72 chilometri dalla città, fondato nel 1931 per proteggere gli elefanti in estinzione) o in una riserva (Cape Recife offre un percorso a piedi di 9 chilometri tra dune e spiagge con enormi massi), o in un villaggio tradizionale africano, o in un parco faunistico (qui i migliori dell’Eastern Cape: al Seaview Game & Lion Park  ci sono i Leoni Seaview), o a Grahamstown, città universitaria piena di manifestazioni culturali.


CURIOSITÀ

•    A Mossel Bay si pratica l’immersione in gabbia per toccare gli squali
•    Nella foresta di Knysna si trova il più imponente albero di yellowwood dell’Outeniqua: si chiama “Re Edoardo VII
•    A Brenton-on-Sea vola ancora la farfalla Brenton Blue, a rischio di estinzione (le candele di Reinette’s, profumate con oli essenziali, sono un originale souvenir)


CONSIGLIAMO


•    Gli straordinari paesaggi lungo la Garden Route (il Froggy Pond è attrezzato con cucinette individuali)
•    Il tour fra gli alberi della foresta Tsutsikamma: imbragati, si scivola lungo un cavo d’acciaio a un’altezza di 30 metri tra un albero e l’altro
•    La casa-battello a Lightley
•    Il festival delle ostriche di Knysna (pranzate al Knysna Oyster Company o Oyster Tavern)