Miyazaki: 'Mi ritiro ma lavorerò 10 anni'
Maestro giapponese dell'animazione: 'Non farò più film'
07 settembre, 08:20
di Antonio Fatiguso
Il commiato è avvenuto sul filo dell' ironia, accompagnata dal racconto del suo lavoro e da quanto ha voluto trasmettere coi suoi capolavori. E, a sorpresa, con tanto di omaggio dedicato più volte all'Italia e alla sua cultura. Hayao Miyazaki, il maestro giapponese dell'animazione, ha ufficializzato il suo ritiro e assicurato di voler continuare a ''lavorare per 10 anni ancora: credo il mio impegno futuro non sarà un prolungamento di quello passato''. Il periodo ''dei miei lungometraggi è chiaramente finito'', ha detto agli oltre 600 giornalisti e fotografi stipati nell'ampia sala di un albergo a Musashino, dove c'è lo Studio Ghibli e il relativo museo. L'addio, annunciato domenica alla Mostra del cinema di Venezia dal direttore di Studio Ghibli, Koji Hoshino, ha avuto la forma di un incontro eccezionale con i media (''non ho avuto grandi rapporti, ascolto solo la radio la mattina''). ''Amo l'Italia, compreso il fatto che lì non sembrano mai essere tutti d'accordo. Ho degli amici, il cibo è delizioso e le donne sono belle'', ha risposto all'ANSA sul perchè diverse sue storie, documentate nei dettagli, siano ambientate o ispirate all'Italia, come nel caso di Porco Rosso. Miyazaki ha aggiunto ''per onestà'' di ''preferire di gran lunga il cibo italiano alla cucina francese'' riconoscendo di ''essere stato fortemente influenzato dall'animatore francese Paul Grimault (autore di 'Le petit soldat'), quando ero molto più giovane''. Gli apprezzamenti per l'Italia non si sono limitati qui. In seguito ha spiegato di avere un particolare legame con il Lido e Venezia (con l'invito al Festival l'annuncio del ritiro ''ha avuto una platea internazionale'', ha spiegato il produttore di Studio Ghibli, Toshio Suzuki). Miyazaki ha ricordato il libro avuto da Italo Caproni (dopo il film Porco Rosso), sul lavoro visionario del nonno Giovanni Caproni, pioniere dell'aria.
''L'ho ricevuto volentieri e mi ha spinto a creare l'ultimo film'' ('Si alza il vento', presentato a Venezia), cogliendo l' occasione per descrivere una delle scene più importanti con la Divina Commedia: ''Quel prato verde con Jiro dovrebbe essere il Purgatorio e Naoko, la protagonista, Beatrice''. ''Questa volta è vero, l'ho detto al produttore'', ha detto il genio che ha commosso e stupito intere generazioni dagli anni '70 (da Heidi, a Lupin III e Totoro) con i suoi ''sogni'', sui propositi di ritiro già espressi in passato. 'Si alza il vento' ha richiesto ''5 anni di impegno. Se pensassi a uno nuovo, ce ne vorrebbero altri 6/7 di anni per completarlo quando tra pochi mesi di anni ne avrò 73. Quindi, vorrebbe dire avere 80 anni''. Per essere convincente, con ironia, Miyazaki si e' sfilato gli occhiali e curvato sul tavolo a simulare come e' ''costretto'' a disegnare ora. ''Non è più comodo''.
Leone alla carriera, Orso d'oro, premio Oscar (per La città incantata), ora ''preferisco concentrarmi su altre cose negli anni a venire. Sarò libero, ma fino a quando potrò prendere la mia auto e andare agli studi lo farò. Quello che vorrei fare, lo farò'', ha rimarcato, evitando di fornire dettagli sui possibili ruoli allo Studio Ghibli (''supervisore?, ci sono già''). ''Non pensavo - ha infine detto nel saluto finale, con ampio inchino di commiato - di avere una conferenza stampa così, con tanta gente. Potete essere certi che non ce ne sarà un'altra''. Lo Studio Ghibli ''è in buone mani''. A novembre andrà nelle sale 'Il racconto della principessa Kaguya', diretto da Isao Takahata, mentre un altro film è in programma per la prossima estate. Il tutto nell'era post Miyazaki.









