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Il Vasco vero in 'Questa storia qua'

06 settembre, 20:37
'Questa storia qua', photocall con Alessandro Paris e Sibylle
'Questa storia qua', photocall con Alessandro Paris e Sibylle
Il Vasco vero in 'Questa storia qua'

di Francesca Pierleoni

 ''Raccontare il Vasco piu' vero, oltre i giochetti mediatici su di lui''. Era questo l'obiettivo di Sibylle Righetti e Alessandro Paris, 28enni autori del documentario su Vasco Rossi Questa storia qua presentato oggi alla Mostra di Venezia fuori concorso, con oltre 200 cinema in tutta Italia, gia' sold out, collegati via satellite con l'evento. Il rocker non potra' esserci per i noti problemi di salute, ma mandera' un messaggio, gia' anticipato su Facebook. Il film non fiction, prodotto da Indigo con Laura Mars, sara' nelle sale il 7 settembre, distribuito da Lucky Red. ''Gli ho scritto che temevo i suoi fans ci sbranassero senza di lui - ha detto Sibylle Righetti -. Lui ci ha risposto di stare tranquilli, che non c'era niente che potesse aggiungere a quello che racconta il documentario''.

La voce del rocker (FOTO) e una quindicina delle sue canzoni piu' amate (''scegliere e' stato un processo lungo, abbiamo messo quelle che rispecchiassero il percorso narrativo del film'' dice Paris), da Anima fragile a Albachiara, da Vivere all'inedito, scritto apposta per il documentario, 'I soliti, fanno da filo conduttore al percorso che si sofferma sul suo periodo meno conosciuto, l'infanzia e gli anni a Zocca, dov'e' nato e a cui resta profondamente legato. E si toccano capitoli 'scomodi' come il suo arresto per droga nel 1984. A chi le chiede della passata dipendenza di Vasco dalla cocaina la Righetti, che e' di Zocca come il rocker ed e' figlia di un suo amico d'infanzia, risponde: ''Mi sono stufata di questo discorso sulle dipendenze. Ce ne sono di peggiori di quelle della cocaina. Vasco e' una persona molto libera, ha vissuto ai limiti nella vita, ma ha sempre detto quello che ha fatto e questo va oltre tutti i giochetti mediatici su di lui. Poi non si e' mai fatto di eroina, lui voleva molta piu' vita''. Il film propone un ricchissimo materiale inedito, tra filmati in Super8, Vhs e foto, i racconti della madre di Vasco, Novella, della sua tata e degli amici di una vita, quelli lontani dai palchi, con l'eccezione di Gaetano Curreri e del suo chitarrista Stef Burns.

''Zocca e' il luogo che ha influenzato tutta la sua musica. Non avevo visto raccontare il Vasco che conoscevo io e mi sembrava giusto che lui e suo pubblico si riappropriassero di quel patrimonio culturale - spiega Sibylle -. Il materiale di repertorio e' stato gelosamente conservato dagli amici, che si sentivano anche in dovere di proteggerlo. C'e' voluto un po' per convincerli, ma quando hanno capito che il nostro progetto non era legato al mito di Vasco ma ai suoi legami affettivi hanno detto subito si'''. Nel film si va da Vasco che in concerto a Trieste non ha trattenuto le lacrime, ricordando che in quella citta' 15 anni prima era morto per un ictus fulminante il padre camionista, a quando da bambino vince il concorso canoro dell''Usignolo d'oro'. Dall'amicizia fraterna con Massimo Riva, il chitarrista e coautore che l'ha accompagnato per gran parte della carriera, scomparso prematuramente proprio per un'overdose di eroina, al Vasco di oggi, che nei mesi passati ogni anno,a Los Angeles recupera la gioia di andare al supermercato o a cena ''senza che nessuno ti guardi''. Vasco, aggiunge Paris, ''ci ha sostenuto dall'inizio, non ci ha mai chiesto di cassare nulla, e alla fine quando ha visto il documentario si e' anche commosso. Gli e' piaciuto che venisse fuori una visione al microscopio, e che da li' ci allargassimo per una visione dell'Italia''.

VASCO ROSSI: ONCOLOGO, SUE PAROLE SU TUMORI INACCETTABILI - "Le affermazioni di Vasco Rossi sono inaccettabili e in forte contrasto con la realtà", perché rappresentano "un invito a molti pazienti a non essere trattati ed eventualmente guariti dalla loro malattia oncologica senza, tra l'altro, rispetto e una parola di conforto per tutti coloro che oggi stanno affrontando questa terribile esperienza". Così Umberto Tirelli, Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica dell'Istituto Nazionale Tumori di Aviano, risponde a Vasco Rossi, che dalle colonne di Vanity Fair aveva dichiarato che in caso di tumore non si sarebbe curato ma sarebbe andato ai Caraibi. "Ogni giorno lavorativo in Italia a circa 1.000 nostri connazionali viene fatta una diagnosi di cancro per 250.000 nuovi casi di tumore l'anno e oggi vi sono oggi 2.200.000 persone che vivono con il cancro e, di queste, circa 1.285.000 sono lungo sopravviventi, possono cioé essere considerati guariti con una spettanza di vita identica a quella della popolazione generale senza cancro", prosegue Tirelli, aggiungendo che, dunque, "quanto riferito da Vasco Rossi non si può assolutamente accettare come un eventuale consiglio a chi é affetto da una patologia oncologica". Secondo l'esperto, inoltre, "ognuno dovrebbe svolgere il proprio ruolo: sconfinare dalle proprie conoscenze ed esperienze può essere dannoso per gli altri. Comunque - conclude - un augurio che la sua malattia, qualunque essa sia, guarisca con i trattamenti in atto. Anche Vasco Rossi è infatti un paziente".

VASCO ROSSI: SU FB CONTRO GIOVANARDI,'DI MARIA NON SI MUORE' - Nuovo attacco di Vasco Rossi al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi. In un post su Facebook, Vasco ha scritto: 'Giovanardi si e' inventato uno spot tv (già on air) in cui una bella donna si trasforma in un vampiro che morde un ragazzo, con piccolo quantitativo di maria al collo, e rappresenta in questo modo la 'droga che ti uccide'". Ma, prosegue il cantante: "Non è mai morto nessuno a causa di uso o abuso di maria!". Quindi conclude: "I radicali a Venezia stanno manifestando contro questo spot oltretutto misogino, odia pure le donne Giovanardi se le vede come vampiri...".

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