Percorso:ANSA.it > Speciali > News
laziogate Tutti i titoli

Scandalo Regione: Polverini lascia

Dopo l'inchiesta su Fiorito, la governatrice il 24 settembre si dimette: 'Sono pulita, il Consiglio regionale è indegno'

07 gennaio, 18:51
Renata Polverini Renata Polverini
Scandalo Regione: Polverini lascia

di Simona Tagliaventi e Gabriele Santoro

Alla fine sono arrivate: dimissioni irrevocabili. Renata Polverini lo dice quasi con un sorriso, ma il volto e' tirato. Una conferenza stampa breve ma al vetriolo quella dove dice definitivamente addio alla Regione Lazio e al suo ''consiglio indegno''. ''Da oggi sono libera e diro' tutto quello che ho visto'', sibila lanciando strali ''a questi signori che ora mando a casa io''. E fa anche i nomi: esplicito quello del presidente del Consiglio regionale, ''prendetevela con Abruzzese'', poi nomina ''quello che aveva bisogno del Suv (Fiorito), quello che si voleva giocare la carriera in consiglio regionale (Battistoni)''. ''Basta, con questi non ho nulla a che fare'', tuona, il volto provato, stanca dall'ennesima giornata di graticola mediatica e politica. Per lei i lavori finiscono qui consapevole pero' che ''ne esco pulita, a testa alta''.

Accerchiata, con l'Udc nazionale che le ha voltato le spalle, con un'inchiesta giudiziaria che monta giorno dopo giorno, col mondo cattolico contro, Polverini si e' presentata come gia' lo scorso lunedi' nell'Aula del Consiglio, vestita di bianco, quasi a simboleggiare una resa ma anche la coscienza pulita.

''Me ne vado senza colpa alcuna. Da pochi minuti sono tornata libera,sono una donna felice, mi sento bene e domani non mi suonera' la sveglia'', dice cercando di sdrammatizzare ma c'e' rabbia in ogni frase. Ne ha per tutti, Renata Polverini: ce l'ha con iconsiglieri, ''indegni di rappresentare una Regione come il Lazio''; con il presidente del Consiglio Mario Abbruzzese, ''mi auguro abbia fatto bene ma ho dei dubbi'', con il Pdl, ci sono persone ''da mandare via''. Perche' ''tutto nasce da una faida interna al partito'' in cui ci sono anche ''amene persone che si aggirano per l'Europa a rappresentare l'Italia'', forse una stoccata al consigliere del toga party Carlo De Romanis ex europarlamentare. E ne ha anche con l'opposizione, perche' ''le ostriche viaggiavano comodamente anche con la Giunta precedente. Ho atteso la giornata di oggi per vedere la falsita' dell'opposizione. Nessuno si e' dimesso scaricando la responsabilita' sulla Giunta, che invece ha lavorato bene''.

Si sente libera ora. Libera da anni vissuti ''come una gabbia'': ''diro' tutto cio' che finora per senso dello Stato non ho reso pubblico'', perche' - dice - ''ho visto cose allucinanti''. Il suo pensiero va anche alle istituzioni nazionali, al presidente Napolitano, a cui ha comunicato per primo la sua intenzione e al premier Monti ''che mi ha apprezzato sul piano istituzionale e personale e che mi ha confermato che la mia regione influiva positivamente sul rating nazionale''. Accanto a lei il vicepresidente Udc Luciano Ciocchetti (''i centristi attorno a me mi sono stati vicini''), Francesco Storace (''ha sofferto piu' di tutti'').

Continuera' a fare politica, Renata Polverini ''ma con persone per bene''. Quando se ne va tra i suoi collaboratori ed i cronisti scoppia un diverbio, gli animi sono accesi, ma Polverini riesce a sorridere. E l'ultima nota di veleno e' per i consiglieri: ''che la festa era finita lo sapevo da lunedi' scorso: volevo solo vedere fino a che punto il Consiglio si dimostrava vile''.Lei pero' e' pulita, va via ma tornera': ''rimarro' a lavorare fino alla prossima competizione elettorale''.

(24 settembre 2012)

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA