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I misteri insoluti del delitto di Cogne

31 gennaio, 12:56
Annamaria Franzoni, da morte Samy a Cogne bis Annamaria Franzoni, da morte Samy a Cogne bis
I misteri insoluti del delitto di Cogne

L'arma del delitto mai trovata, il movente, i presagi di morte prematura del piccolo Samuele Lorenzi: sono tre dei misteri che hanno avvolto il caso Cogne e che non sono mai stati definitivamente risolti dalle tre sentenze di giudizio.

COME ARMA FORSE USATO OGGETTO DOMESTICO Un oggetto tagliente con il manico, mai trovato o, per lo meno, mai individuato tra quelli repertati dagli investigatori. Questa l'ipotesi finale, formulata dai giudici di Cassazione, sull'arma con cui e' stato ucciso Samuele Lorenzi il 30 gennaio 2002. ''Il mancato reperimento dell'arma del delitto (ma sembra piu' corretto parlare della sua mancata individuazione, non potendosi escludere che sia stato usato un oggetto presente nell'abitazione, reso non identificabile in seguito all'eliminazione di ogni utile traccia), unitamente alla circostanza che non e' stata dai Lorenzi denunciata la scomparsa di alcunche', ha del tutto ragionevolmente indotto i giudici a considerare ancor piu' implausibile l'ipotesi della responsabilita' di un estraneo''.

MOVENTE FORSE UN CAPRICCIO DEL BIMBO A spingere Anna Maria Franzoni a uccidere il figlioletto Samuele potrebbe essere stato un capriccio del bimbo, secondo le motivazioni della sentenza di condanna della Cassazione del luglio del 2008. Tuttavia non e' stato possibile, sempre per la Suprema corte, individuare con ''certezza'' la ''causale od occasione che origino' il gesto criminoso''. Ma questa circostanza ''non impedisce - dicono i giudici della Cassazione - data la concludenza del quadro indiziario, di ascriverne la responsabilita' all'imputata''.

DA FRANZONI PRESAGIO DI MORTE PREMATURA DI SAMUELE Anna Maria Franzoni nutriva ''preoccupazioni'' per la ''normalita' ed il regolare sviluppo di Samuele''. Questa sorta di ossessione, emersa sin dai primi giorni dell'inchiesta e citata anche nella sentenza definitiva di condanna, porto' la madre a formulare il ''presagio di una sua possibile morte prematura''.

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