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Avetrana, Sabrina e Cosima condannate all'ergastolo

20 aprile, 20:09
La madre di Sarah La madre di Sarah
Avetrana, Sabrina e Cosima condannate all'ergastolo

La Corte di Assise di Taranto ha condannato Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano all'ergastolo per l'omicidio della cugina e nipote 15enne Sarah Scazzi, compiuto il 26 agosto 2010. La sentenza è stata letta dalla presidente della Corte, Cesarina Trunfio. Alla parola ergastolo dal pubblico è partito un applauso. La presidente della Corte ha interrotto un attimo la lettura della sentenza per richiamare tutti all'ordine e ha poi proseguito.

Lo zio di Sarah, Michele Misseri, è stato condannato a otto anni di reclusione dalla Corte di Assise di Taranto per concorso nella soppressione del cadavere della nipote Sarah Scazzi e per furto aggravato del telefonino della vittima. La lettura della sentenza è ancora in corso da parte della presidente della Corte, Cesarina Trunfio.

La corte di assise ha condannato a sei anni di reclusione ciascuno per concorso in soppressione di cadavere Carmine Misseri e Cosimo Cosma, fratello e nipote di Michele Misseri. Due anni di reclusione sono stati inflitti all'ex difensore di Sabrina, Vito Russo, per favoreggiamento. Per tre favoreggiatori, la corte ha inflitto un anno di reclusione ciascuno ad Antonio Colazzo e Cosima Prudenzano e un anno e 4 mesi a Giuseppe Nigro, con pena sospesa.

La Corte di assise ha condannato anche Michele Misseri, Cosima Serrano e Sabrina Misseri al risarcimento dei danni, da stabilire in separata sede, alla famiglia Scazzi e al Comune di Avetrana. Nello stesso tempo ha stabilito una provvisionale di 50.000 euro ciascuno ai genitori di Sarah, Giacomo Scazzi e Concetta Serrano, e di 30.000 euro per il fratello Claudio.

"Speravo in questo, chi uccide merita questo" ha detto la mamma di Scazzi, Concetta Serrano, ha commentato la sentenza. Concetta ha ringraziato i suoi avvocati, la procura e i giudici.

"La posizione di Cosima meritava un'attenzione particolare. La ricostruzione dei pm era affidata a elementi fantasiosi" ha detto l'avv.Luigi Rella, uno degli avvocati di Cosima Serrano. "I giudici hanno seguito l'impostazione dei pubblici ministeri", ha detto l'altro difensore di Cosima, Franco De Iaco. "Siamo tranquillissimi - ha aggiunto De Iaco - e siamo convinti che in appello e in Cassazione riusciremo a ribaltare quest'impostazione".

Michele Misseri "sta molto male, é nervoso per gli ergastoli" ha riferito l'avvocato Luca Latanza, il legale del contadino di Avetrana. Probabilmente non parlerà - ha aggiunto il legale - si chiuderà in casa e non parlerà".

"Non ha vinto nessuno, perché Concetta, Giacomo e Claudio hanno perso una figlia e una sorella" spiega l'avvocato Walter Biscotti, legale di parte civile della famiglia di Sarah Scazzi. "E' una sentenza severa ma era attesa - ha aggiunto - perché gli uffici del pm hanno fatto un lavoro esemplare che ha fatto emergere in modo inconfutabile le responsabilità".

"Sembrerebbe che errori macroscopici o grossolani non ne siano stati commessi. Ricordatevi che in Italia vige il principio di presunzione innocenza e questa è solo la sentenza di primo grado" ha detto il procuratore di Taranto, Franco Sebastio. "Le sentenze in ogni caso si rispettano e attendiamo di conoscere le motivazioni per fare una valutazione più completa e serena".

COSIMA A FIGLIA, PERCHE'PIANGI? LO SAPEVAMO - "Perché piangi? Tanto lo sapevamo": così Cosima Serrano si è rivolta alla figlia, Sabrina Misseri, al rientro in cella nel carcere di Taranto dopo la sentenza della Corte di Assise che le ha condannate all'ergastolo per l'omicidio di Sarah Scazzi. Per tutto il tragitto dal Palazzo di giustizia alla casa circondariale, Sabrina ha continuato a piangere, sia pure in maniera contenuta, e ad asciugarsi le lacrime. Nessuna reazione emotiva avrebbe lasciato trasparire invece la madre Cosima. Le due donne dividono da qualche tempo la cella con una detenuta italiana.

IMPRENDITORE MINACCIA DI AGGREDIRE MICHELE MISSERI - Un imprenditore di Sava (Taranto), Sergio Pichierri, di 43 anni ha minacciato di aggredire Michele Misseri all'ingresso del Palazzo di Giustizia di Taranto quando l'agricoltore di Avetrana è arrivato in tribunale per la sentenza del processo per l'uccisione di Sarah Scazzi.

L'uomo è stato bloccato dalle forze di polizia, mentre Misseri entrava nel palazzo di Giustizia. Pichierri era stato già protagonista il 20 novembre scorso di un altro gesto clamoroso quando minacciò di lanciarsi da una finestra al primo piano del Tribunale di Taranto, dicendo di essere disperato perché vittima degli usurai. Non si conosce il motivo per cui l'imprenditore volesse aggredite Michele Misseri. 

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