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Su Iphone la megarete di calcolo dell'acceleratore Lhc

Archivi digitali con dati scientifici o testi umanistici accessibili dai telefonini di nuova generazione - Guarda l'infografica

21 aprile, 18:33
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Su Iphone la megarete di calcolo dell'acceleratore Lhc

ROMA - Approda sull'Iphone la gigantesca rete di calcolo dell'acceleratore più grande e potente del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra. Gli archivi digitali in cui sono immagazzinati dati scientifici o documenti di interesse umanistico (come la collezione completa dei manoscritti di Federico De Roberto) adesso sono accessibili dai telefonini di nuova generazione.

L'iniziativa parte dalla sezione di Catania dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn): "negli ultimi tre mesi abbiamo lavorato per permettere l'accesso ai dati per mezzo del telefonino. I ricercatori, per esempio, potrebbero avere bisogno di accedere ai dati mentre sono sono fuori dal laboratorio", spiega uno dei promotori dell'iniziativa, Roberto Barbera. La griglia computazionale (Grid) nata per analizzare e distribuire i dati dell'Lhc, prosegue Barbera, "si basa su una rete di calcolatori ad alta velocità collegati fra loro grazie a un software che li fa comportare come se fossero un unico grande computer".

Complessivamente la Grid collega fra loro 140 centri di calcolo di 33 Paesi, con una potenza complessiva pari a quella di 100.000 computer. Le sue dimensioni si spiegano considerando che l'Lhc fornisce una quantità di dati pari a 15 milioni di Gigabyte l'anno: l'equivalente di una torre di Cd alta 20.000 metri (61 volte più della torre Eiffel). "Poter avere enormi risorse di calcolo a diposizione - prosegue il ricercatore - è uno dei valori aggiunti della Grid, ma un altro è avere memorie di massa nelle quali stoccare dati relativi a discipline diverse".

Nella sezione dell'Infn di Catania, aggiunge, "abbiamo sviluppato un ambiente capace di gestire archivi digitali", ossia una gLibrary. In passato archivi come questi sono stati utilizzati per immagazzinare immagini di interesse biomedico e i manoscritti di Federico De Roberto: "li abbiamo digitalizzati perché gli originali erano infatti deteriorati, ma adesso sono stati scansionati e sono accessibili". E' anche in atto una collaborazione con l'Agenzia Spaziale Europea (Esa) per archiviare immagini della Terra riprese dai satelliti. D'ora in poi questi archivi sono accessibili dal telefonino e la gLibrary é diventata una gLibrary Mobile.

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