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Arriva molecola che ferma l'epatite C

Molecola blocca un piccolo Rna prodotto dal fegato indispensabile al virus

03 dicembre, 21:37
Epatite C, verso una cura
Epatite C, verso una cura
Arriva molecola che ferma l'epatite C

ROMA - Messa a punto una cura che potrebbe sconfiggere l'epatite C cronica: si tratta di una molecola che blocca un piccolo Rna (sostanza simile al Dna che svolge svariate funzioni all'interno delle cellule) prodotto dal fegato ed indispensabile al virus dell'epatite per moltiplicarsi. Il farmaco sperimentale blocca quindi la riproduzione del virus e riduce il carico virale nel sangue e nel fegato. La molecola, un piccolo frammento di acido nucleico (come il Dna) ideato e sviluppato dalla Santaris Pharma A/S in Danimarca, é stata testata con successo su scimpanzé ed è attualmente in sperimentazione clinica di fase uno su volontari sani.

Secondo quanto riferito sulla rivista Science, la molecola, SPC3649, inibisce con successo il 'microRNA122' e così sconfigge il virus. Nel mondo circa il 3% della popolazione è venuta in contatto col virus dell'epatite C e circa 170 milioni di persone, secondo dati dell'Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS), sono portatori del virus e rischiano di andare incontro a cirrosi e cancro epatico. Attualmente le uniche cure disponibili, che funzionano solo in un paziente su due ed hanno forti effetti collaterali, sono a base di interferone-alfa pegilato e di Ribavirina. La compagnia farmaceutica ha testato la molecola su quattro scimpanzé con infezione cronica da epatite C somministrando loro 5 o 1 mg/kg (milligrammo per chilo di peso) di SPC3649 per 12 settimane, seguite da un periodo di 17 settimane libero da trattamento. La dose da 5 milligrammi ha avuto effetti potentissimi riducendo di 350 volte il virus nel fegato e nel sangue, spiega Robert Lanford della Southwest Foundation for Biomedical Research a San Antonio, che ha condotto le sperimentazioni; inoltre, poiché SPC3649 non agisce direttamente sul virus come i farmaci tradizionali, è una molecola che a differenza dei farmaci oggi in uso non induce lo sviluppo di resistenze virali, ma addirittura potrebbe essere capace di rendere rispondenti alla terapia con interferone i pazienti che non rispondono ad essa. "La nuova terapia potrebbe sostituire l'interferone nei futuri mix di farmaci contro l'epatite C - spiega Lanford - e potrebbe essere usata anche da sola o dopo il trapianto di fegato". Oltre alla sua efficacia, conclude, la molecola è anche priva di effetti collaterali e rappresenta una vera promessa contro l'epatite C.(ANSA).

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