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Napolitano, auspico conclusione positiva legge elettorale

'Promulgherò l. elettorale dopo attento esame'

07 marzo, 11:19
L'Aula della Camera
L'Aula della Camera
Napolitano, auspico conclusione positiva legge elettorale

si alza sempre più la tensione sul tema della parità di genere. In Aula non se ne parlerà prima di lunedì, ma l'asse trasversale delle deputate per rafforzare le norme dell'Italicum sulla rappresentanza femminile in lista, mette di nuovo alla prova l'accordo tra Renzi e Berlusconi sulla legge elettorale.

Slitta il voto sull'Italicum. Su parità di genere la rivolta delle donne. Stop al Salva-Lega. Esame alla Camera fino a mezzanotte, poi rinvio a lunedì. Decisione a maggioranza in Conferenza dei capigruppo con il no del Pd. Deputate bipartisan per le quote rosa, divise sul voto segreto. Accantonate proposte Fi per il Carroccio, stop a emendamento per abbassare la soglia del 4,5%.

Intanto l'aula della Camera ha bocciato il primo degli emendamenti alla riforma elettorale che introducono il voto di preferenza, rispetto alle liste bloccate previste dal testo. I no sono stati 278, i sì 236, gli astenuti 2. Dopo una lunga discussione dai toni accesi, in cui alcuni esponenti del Pd si erano espressi a favore delle preferenze, come Rosi Bindi e il lettiano Marco Meloni, i presentatori dell'emendamento (Pino Pisicchio, Giancarlo Giorgetti e Gennaro Migliore) sono tornati sui propri passi chiedendo nuovamente che si votasse a scrutinio segreto.

Mentre sono in corso discussioni e votazioni in Parlamento sulla legge elettorale, è fuorviante chiedere al Presidente della Repubblica - in nome di presunte incostituzionalità - di pronunciarsi o "intervenire" sulla materia. Fin dalla prima sentenza (2008) in cui la Corte Costituzionale sollevò dubbi sulla legittimità costituzionale della legge elettorale del 2005, il Capo dello Stato sollecitò doverosamente le forze parlamentari a procedere ad una revisione, e ricevette risposte largamente affermative, che non si sono però tradotte in decisioni legislative fino alla decisiva pronuncia della Consulta che con la sentenza n. 1 del 2014 ha annullato alcune fondamentali disposizioni della legge elettorale rimasta vigente. E' quanto si legge in una nota del Quirinale dove viene sottolineato inoltre che "essendosi finalmente messo in moto alla Camera dei Deputati un iter di revisione di detta legge, il Presidente della Repubblica non può che auspicarne la conclusione positiva su basi di adeguato consenso parlamentare, non avendo altro ruolo da svolgere che quello della promulgazione - previo attento esame - del testo definitivamente approvato dalle Camere".

L'Aula della Camera sarà impegnata nell'esame della legge elettorale oggi fino a mezzanotte, dopodiché i lavori verranno aggiornati a lunedì. La decisione è stata presa a maggioranza in Conferenza dei capigruppo a Montecitorio con il parere contrario del Pd. La richiesta di far interrompere i lavori parlamentari sulla legge elettorale, viene spiegata, è stata avanzata dal gruppo Fratelli d'Italia per celebrare il proprio congresso. Il Pd - viene evidenziato - durante la conferenza dei capigruppo ha chiesto con insistenza che si lavorasse almeno domani. In tutto restano 18 ore per la discussione. Alle 20, questa sera, ci sarà una nuova conferenza dei capigruppo. 

"Che io sia per la completa parità di genere, anche nell'accesso alle cariche pubbliche, è cosa nota. Per questo oggi ho incontrato un gruppo di deputate, appartenenti a diversi gruppi politici, che mi hanno espresso la loro preoccupazione in merito alla rappresentanza femminile nella legge elettorale. Abbiamo due articoli della Costituzione, il 3 (sull'uguaglianza) e il 51 (sulla promozione delle pari opportunità), che ci spingono in questa direzione. E la metà della nostra popolazione è costituita da donne. La nuova legge elettorale deve tenere conto di questo": così, in una nota, la presidente della Camera Laura Boldrini dopo l'incontro con deputate di vari gruppi sulla legge elettorale e la rappresentanza di genere. "Faccio appello a tutte le forze politiche, a deputati e deputate - aggiunge - perché prevalga il senso di responsabilità e le richieste avanzate in questo senso vengano prese in considerazione. Il rispetto della parità di genere è una causa che riguarda tutti e che si deve tradurre in azioni concrete. Anche così si mette in atto il cambiamento".

 

 

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