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Alfano da Napolitano, parlato di continuità governo

Incontro al Quirinale tra il presidente della Repubblica e il vicepremier

24 settembre, 21:20
Alfano
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Alfano da Napolitano, parlato di continuità governo

ROMA - Nel corso dell'incontro al Quirinale tra il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il vicepremier e segretario Pdl, Angelino Alfano, si è parlato "dell'impegno delle forze politiche per la continuità dell'attività di governo". Lo si è appreso dall'ufficio stampa del Quirinale.

Di Pietro, dati su crisi catastrofici - "I dati sulla crisi sono catastrofici: la pressione fiscale sale, la disoccupazione aumenta e i consumi calano. Tre elementi letali per l'economia che smentiscono tutte le rassicurazioni dei nostri governanti che, in queste ore, continuano a propinare spot di ottimismo. Ed è inutile dare la colpa all'instabilità politica perché i numeri non sono parole e se non riesci a mettere a posto lo scacchiere economico con provvedimenti adeguati non avrai alcuna ripresa". E' quanto scrive Antonio Di Pietro, Presidente dell'Italia dei Valori, sul suo blog www.antoniodipietro.it. "Al governo puoi mettere tutte le facce che vuoi - prosegue - belle o giovani che siano, ma avrai soltanto un nuovo look e nessuna sostanza. Il cambiamento è nei contenuti, nei provvedimenti e nelle misure che metti in campo per riaccendere il motore. Pertanto, occorre mettere in piedi una vera coalizione di centrosinistra che abbia idee chiare, proposte serie, strutturali e radicali. Al momento il Pd e il Pdl si tirano la coperta sull'Imu, sull'Iva, sulla lotta all'evasione, sulla reperibilità dei fondi. Sono come il cane e il gatto che potranno anche giocare insieme, ma non potranno mai governare per il bene della collettività perché ognuno vuole colpire una preda diversa". "I parlamentari abbiano uno scatto d'orgoglio, cambino la legge elettorale e poi si rivada al voto. E non continuino a dirci che elezioni sono da scongiurare per i mercati. Non è mai morto nessuno per l'esercizio della democrazia", conclude.

Carrozza, mi auguro che duri, noi buon lavoro - "L'aria in Consiglio dei ministri è buona. Abbiamo lavorato sui provvedimenti. Mi auguro che il governo duri almeno per gestire la presidenza italiana della Ue, siamo già un po' in ritardo". Così il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza, all'ANSA.

Napolitano, no a rotture per non sprecare venti ripresa
''Governo e Parlamento'' procedano ''senza incertezze e tantomeno rotture'': il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla vigilia del varo della Legge di Stabilità (la ex Finanziaria, che dovrà essere messa a punto entro metà ottobre) invia un messaggio chiaro alla strana maggioranza invitando i partiti a non sprecare l'occasione di agganciare la ripresa. Sì, perché come poco dopo assicura il premier Enrico Letta, la crescita sta per arrivare, basterà aspettare fine anno e il passaggio chiave sarà la legge di stabilità con il rilancio delle politiche a favore dell'occupazione. Da qui l'obiettivo di un patto per il 2014 con tutte le forze politiche. Parole che suggellano ancora una volta la sintonia fra Colle e Palazzo Chigi e che suonano come un altolà a chi genera fibrillazioni nei rapporti fra Esecutivo e partiti nonché una chiara difesa delle scelte del ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni.

''Dobbiamo fare tutti la nostra parte - sottolinea infatti il Capo dello Stato - per far crescere i semi che appaiono per un miglioramento e cambiamento positivo della nostra situazione''. I primi ''segni di ripresa si vedono - aggiunge Napolitano - e si riaffaccia la speranza di un nuovo piu' solido sviluppo, su basi più giuste, dell'economia e della societa'''. Concetti che aiutano a sintetizzare un punto fondamentale per il capo dello Stato: l'ipotesi di un voto ravvicinato, come disse nella nota del 13 agosto, rimane arbitraria e impraticabile. Per la ''coalizione'', spiega da Ottawa il premier Letta, il momento della verità sarà l'autunno quando prima il governo e poi le Camere dovranno affrontare la legge di Stabilità. Appuntamento al quale il presidente del Consiglio chiama anche le parti sociali: ''Confindustria e sindacati faranno parte di un lavoro comune: ci siamo parlati e ci parleremo''. Confronto tradizionale ma tanto più necessario questa volta che al centro ci sono le misure legate al mondo del lavoro a partire dal taglio del cuneo fiscale. Disegno che prevede che il titolare del Tesoro resti al suo posto. Il giorno dopo l'altolà di Saccomanni agli attacchi contro le politiche economiche e fiscali del governo, con tanto di ipotesi di dimissioni sul tavolo, se si registrano toni meno accesi è anche vero che le critiche da parte del Pdl continuano a fioccare. Gli uomini di Berlusconi dicono no ai ''ricatti'' e insistono ad invocare lo stop all'aumento dell'Iva.

''Le coperture ci sono. Sostenere il contrario - afferma Maurizio Gasparri - vuol dire essere irresponsabili e far saltare la stabilita' di governo''. E così c'è chi come il presidente della commissione Lavoro della Camera e esponente del Pd Cesare Damiano gioca in difesa e invoca la convocazione di una cabina di regia ''per decidere la distribuzione delle risorse disponibili in rapporto alle vere priorita' del paese''. Le esigenze infatti come accade sempre sono numerose e i fondi a disposizione inferiori alle aspettative. Anche perché governo e maggioranza devono fare i conti con le regole europee e riuscire dunque a rientrare sotto il tetto del 3% sul fronte del deficit per la fine dell'anno. Un obiettivo che ha un costo (1,6 miliardi circa), al quale occorre aggiungere tutte le altre spese considerate incomprimibili a partire dal rifinanziamento delle missioni all'estero e della cassa integrazione. Se poi l'esito delle elezioni tedesche e la vittoria della Merkel possano rafforzare il fronte di quanti difendono la necessità di tenere i conti in ordine o il fronte opposto, come sostiene la deputata Pdl Deborah Bergamini (''L'auspicio è che in Ue si apra una fase due''), è presto per dirlo. ''Il tema non e' rigore si' o rigore no, avverte però il presidente della commissione bilancio di Montecitorio Francesco Boccia (Pd), ma è molto più ampio e vede contrapposti quanti '' vogliono un'Unione politica e fiscale'' e quanti hanno invece ancora dei dubbi.

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