Percorso:ANSA.it > Politica > News

SCHEDA Calderoli nel caos ma non è dimissionabile

Come caso Mauro, non licenziabili vice presidenti Camere

14 luglio, 18:09
Rosy Mauro
Rosy Mauro
SCHEDA Calderoli nel caos ma non è dimissionabile

Da destra e da sinistra in molti invocano le dimissioni di Roberto Calderoli dalla vicepresidenza del Senato dopo i suoi insulti nei confronti del ministro Cecile Kyenge. Ma far dimettere il vicepresidente di un'assemblea legislativa non è facile. E lo sa bene la Lega, che proprio nella scorsa legislatura ha visto infuriare la polemica su Rosy Mauro, detta la 'nera', coinvolta nell'affaire dei fondi del Carroccio utilizzati per spese diverse dall'attività politica: dall'acquisto di diamanti al pagamento degli studi universitari del 'Trota' Renzo Bossi e del caposcorta e compagno della stessa Mauro. In base al regolamento di Palazzo Madama, né il presidente né i componenti dell'ufficio di presidenza, come oggi è Roberto Calderoli, sono tecnicamente "sfiduciabili".

Dovette precisarlo l'anno scorso, a proposito di Rosy Mauro, l'allora presidente del Senato Renato Schifani, impotente davanti alla indisponibilità sua vice di fare un passo indietro malgrado gli attacchi di cui era fatta segno soprattutto da parte dell'Italia dei valori di Antonio Di Pietro. Dopo l'esplodere dello scandalo dei fondi del Carroccio e le successive polemiche, infatti, la 'nera', è rimasta regolarmente al suo posto fino alla fine della legislature. A nulla è valsa la moral suasion di Schifani: l'allora presidente di palazzo Madama non ha potuto far di più che "coprire, per preservare il decoro del Senato" i turni di presidenza della Mauro e revocarle il "vicariato".

La 'Pasionaria' di Bossi, infatti, è comunque rimasta vicepresidente del Senato e, passata la buriana più forte delle polemiche, è anche tornata a presiedere i lavori d'Aula, sfidando gli improperi di cui veniva fatta segno da parte dei senatori di opposizione. A nulla era valso neppure il 'redde rationem' interno alla Lega; inascoltato rimase l'invito alle dimissioni avanzato alla Mauro proprio da Calderoli e nessun effetto ebbe neppure l'espulsione della 'nera' dal Carroccio. Perchè, una volta eletto, un vicepresidente lascia la carica solo se se ne dimette spontaneamente. Calderoli questo lo sa bene: rimase sordo alle richieste di dimissioni che lo colpirono in occasione delle tante altre sue boutade di un ventennio di vita parlamentare. Solo una volta la fece troppo grossa: quando andò in tv con una maglietta con sopra la vignetta su Maometto. Allora era ministro, e dovette dimettersi. Ma quella era un'altra storia ed un altro palazzo.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Top News

    • 13:09
    • 09 apr
    • ROMA

    Fecondazione eterologa, cade il divieto

    La Corte Costituzionale lo hanno dichiarato illegittimo
    • 12:09
    • 09 apr
    • MILANO

    Intesa paga 294 mln 'tassa Bankitalia'

    Segue Unicredit (196), ma su parametri patrimoniali impatto soft
    • 11:40
    • 09 apr
    • VATICANO

    Papa: tacciano le armi in Siria

    Dolore per assassinio gesuita Van der Lugt e per vittime guerra
    • 10:43
    • 09 apr
    • MILANO

    Garlasco: mamma Rita, ho ancora fiducia

    E' cominciato il processo d'appello bis, Stasi è in aula
    • 09:03
    • 09 apr
    • MILANO

    Borsa: Milano apre in rialzo, +0,24%

    Identico aumento per l'indice Ftse All share
    • 09:00
    • 09 apr
    • ROMA

    Immigrazione: Alfano,un morto su barcone

    Continuano sbarchi, 4.000 migranti soccorsi in ultime 48 ore
    • 07:01
    • 09 apr
    • ROMA

    Mafia, colpo a cosche in E-R

    Operazione cc regione e Crotone,13 ordinanze,sequestro da 13 mln
    • 06:36
    • 09 apr
    • ISLAMABAD

    Pakistan:bomba a mercato,almeno 15 morti

    Ordigno ad alto potenziale in zona controllata forze sicurezza
    • 01:05
    • 09 apr
    • ROMA

    Immigrazione: Alfano, è allarme sbarchi

    Non bastano 80 mln Ue per Frontex. Def grazie a nostra azione
    • 00:23
    • 09 apr
    • NEW YORK

    Australia e Svezia, paradisi per giovani

    Secondo studio Usa. Italia fuori da classifica prime 30 nazioni