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Monti: 'Una donna al Quirinale, una Camera all'opposizione'

Ancora tensione sulla sfida tv: tutti contro tutti

19 febbraio, 12:24
Mario Monti Mario Monti
Monti: 'Una donna al Quirinale, una Camera all'opposizione'

"In uno spirito di condivisione di un progetto-Paese condividere alcune importanti cariche istituzionali può giovare". Lo afferma in una intervista al Messaggero il premier uscente Mario Monti, sollecitando che almeno la presidenza di una Camera vada all'opposizione e osservando che per il Quirinale vedrebbe meglio "una donna" anche se, a proposito dell'ex premier Romano Prodi, ribadisce che avrebbe "i titoli per diventare presidente".

Monti torna sulla possibilità di alleanza tra il suo movimento e il centrosinistra di Bersani e Vendola confermando che "non mi sento condannato a governare con loro" e "non abbiamo nulla in comune con la coalizione di sinistra, così come non abbiamo niente in comune con la destra". "Nessuno - aggiunge - ci costringerà a governare ma chi vorrà venire a lavorare con noi troverà porte aperte. Però non collaboreremo mai con un governo che non fosse fortemente orientato alle riforme". Se toccasse al segretario del Pd governare il Paese, comunque, "saprà assumersi le sue responsabilità ". Bersani, dice, "ha fatto esperienze di governo, magari non molte esperienze internazionali". Il professore si dice "non pentito" di avere introdotto l'Imu perché senza i suoi "20-22 miliardi non ce l'avremmo fatta". Ora però "il Paese, grazie ai sacrifici degli italiani ha un bilancio pubblico tra i più solidi d'Europa" e "si può ragionare su una diminuzione progressiva di tutte le tasse in modo responsabile".

Monti dice di provare "simpatia" per gli elettori di Grillo che muovono "come noi dalla profonda insoddisfazione per la performance della politica per come l'abbiamo vista all'opera" ma di avere "un grossissimo punto di domanda sugli eletti di Grillo e sul loro capofila". Quanto al suo movimento e al rapporto con Fini e Casini "ho partecipato a varie iniziative di Scelta Civica con Udc e Fli - dice Monti - e non riesco ad avvertire nessun disagio della mancanza di una foto insieme a Casini e Fini" che sono "due politici come tanti altri in piena regola ma prima di altri hanno visto il disastro di questo bipolarismo".

TUTTI CONTRO TUTTI: TENSIONE SULLE SFIDE TV - "Finiamola con questo balletto.Io dico che se lo facciamo,lo facciamo tutti quanti". Così Pier Luigi Bersani a Gioia Tauro. "Non saprei cosa rispondere - ha detto - a Ingroia, Grillo o Giannino se mi chiedessero perché loro al confronto non ci sono. Sono disponibile a fare il confronto ma non così. Noi - ha proseguito il leader PD - saremo sempre aperti a una discussione per l'Italia. Se gli altri hanno pregiudizi o preclusioni e mettono altro prima dell'Italia, sono problemi loro".

Berlusconi, Bersani e Monti saranno ospiti, in interviste separate, domani sera dello speciale del Tg La7 dedicato alle elezioni e condotto da Enrico Mentana, in onda in prima serata su La7

"I confronti si fanno tra i candidati che sono in lizza e Monti non lo è più - ha detto Berlusconi ai giornalisti sulla proposta di un confronto tv fatta da Monti che al suo no  ha ipotizzato che quest'ultimo abbia paura. "Monti non è più in lizza - ha spiegato - poiché non ha nessuna possibilità di poter vincere le elezioni".

Quanto al confronto tv,  Berlusconi dice sì ma solo fra i candidati che hanno possibilità di vincere, ossia lui e il leader Pd Bersani. Replica il premier uscente Monti - che ieri aveva sollecitato un dibattito davanti alle telecamere con i due candidati - dicendo che non si possono trattare gli italiani come dei minorati. E aggiunge che non vorrebbe più criticare i suoi avversari, tanto più che non riesce a snidarli in un dibattito aperto. "Ho l'intima certezza di una nostra vittoria, e nemmeno sul filo di lana": parola di Silvio Berlusconi intervistato da Radio Lombardia. "L'85% dei nostri elettori - ha detto - non condivideva la nostra posizione di votare la fiducia al governo dei tecnici, noi invece ritenemmo anche per varie pressioni esterne che fosse un fatto di responsabilità mantenere il nostro voto positivo sulla fiducia". "Andando in giro ultimamente - ha aggiunto - ho sentito invece che c'é stato un grande cambiamento".

A Luigi Gubitosi, che si fa portavoce di Monti proponendo, attraverso Vespa, un confronto tv a 3, e si fa portavoce, in seconda istanza, di Bersani per un confronto non più a 3 ma a 6, rispondiamo": perché non prende in considerazione anche la proposta di Berlusconi di un faccia a faccia con Bersani?. Lo afferma Paolo Bonaiuti.  Il presidente Berlusconi ha già dimostrato, come nessuno in questa campagna, di voler affrontare qualunque trasmissione e qualunque avversario, anche il più ostico, sempre raggiungendo risultati record di ascolto. E allora perché il direttore Gubitosi, in periodo di strettissima par condicio, lascia cadere soltanto la nostra proposta? Siamo noi ora che chiediamo a Gubitosi una risposta perché non vogliamo più sottostare a questi giochetti a nascondino".

MEDIOBANCA, SENZA GOVERNO FORTE PRESTO NUOVO VOTO - 'Se dalle prossime elezioni non uscirà un governo forte il rischio è di una nuova consultazione elettorale nel medio termine. Lo sostiene Mediobanca in report un dedicato all'Italia. "Una coalizione debole tra Bersani e Monti avrebbe bisogno di essere allargata ad altri partiti" ma, osserva l'analista di Piazzetta Cuccia, "la storia dell'Italia mostra che più estesa è la coalizione, più debole la sua efficacia. Nuove elezioni potrebbero profilarsi presto".

 "Immagino che la ragione sia che ha un particolare timore di confrontarsi con me. Così Mario Monti replica a chi gli chiede di commentare le parole di Silvio Berlusconi che ha sostenuto di volere un confronto Tv solo con Bersani. "Non possiamo trattare i cittadini italiani come dei minorati". Lo dice Mario Monti arrivando a un convegno a Roma, e ribadendo la necessità di un confronto fra i candidato premier. "Mi sembra che tutti loro stiano in un modo o nell'altro - prosegue Monti - deludendo le aspettative e l'interesse legittimo degli italiani. E' troppo facile raccontare la propria storia, bisogna comparare e discutere pacatamente. Non è possibile trattare gli italiani come dei minorati". Il professore dice infine di chiedere "a nome di tutti gli italiani" direttamente ai leader la ragione del rifiuto di un confronto a tre.

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