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Ilva: via libera della Camera al decreto

19 dicembre, 12:45

Sì dell'Aula della Camera al decreto legge Ilva su cui ieri il governo ha incassato la fiducia. Il testo, approvato a Montecitorio con 421 sì, 21 no e 49 astenuti, passa al Senato.

"Il ministro Passera ha fatto il ministro dello Sviluppo economico senza dare nessuno sviluppo al Paese: se non altro perché non ha programmato nulla": lo ha detto nell'Aula della Camera Giovanni Fava della Lega annunciando l'astensione del Carroccio sul provvedimento. "Davanti alla mala parata abbiamo scelto il male minore", ha concluso Fava.

FERRANTE, MAGISTRATI VOGLIONO CHIUDERE FABBRICA - "L'autentica volontà" dei magistrati "si è scoperta il 26 novembre con il sequestro dei prodotti finiti", e cioé "non di salvare uno stabilimento e i posti di lavoro, ma di andare verso una chiusura tragica di questo stabilimento". Lo ha detto il presidente dell'Ilva, Bruno Ferrante, nel discorso di fine anno agli impiegati.

"Spesso non ho compreso le ragioni che stavano dietro ai provvedimenti della magistratura. In alcuni momenti, leggendo le frasi, le parole scritte in quei documenti, mi sono reso conto che non c'era in alcune persone serenità d'animo, non c'era equilibrio di giustizia. Eppure in quelle carte c'é scritto chiaramente: Ilva rispetta la legge".

CITTADINI A NAPOLITANO, SUBIAMO SOPRUSI DA DECENNI - "Presidente, con garbo, ma con altrettanta fermezza, esterniamo tutta la nostra contrarietà al decreto legge sul caso Taranto-Ilva-magistratura deciso dal governo": inizia così una lettera aperta, rivolta dall'associazione 'Tamburi 9 luglio 19060' di Taranto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "La nostra esternazione - aggiunge il presidente dell'associazione, Francesco Fanelli - non nasce da un improvviso cambio di umore ma è frutto di un cumulo di soprusi che da decenni e decenni il nostro territorio, che viene tenuto in considerazione solo quando si tratta di volta in volta di violentarlo, subisce. Crediamo che in nessuna parte del mondo esista un luogo dove sia concentrata una così vasta attività industriale come quella di Taranto. Le vogliamo ricordare le più significative industrie: Ilva, Arsenale Marina militare, raffineria Eni, due cementifici (uno dei quali anch’esso alle porte della città), discariche di rifiuti speciali e nocivi". "Mentre - conclude Fanelli - siamo stati privati di settori che da sempre hanno fatto da traino all'economia locale, ossia mitilicoltura e agricoltura".

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