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L. Stabilità, Cisl: quasi nulla del dl iniziale

Polemiche dopo il via libera alla manovra 'monstre'

22 dicembre, 19:24
I risultati della votazione sulla legge di stabilita' alla Camera
I risultati della votazione sulla legge di stabilita' alla Camera
L. Stabilità, Cisl: quasi nulla del dl iniziale

Rush finale ieri in parlamento per approvare gli ultimi disegni di legge in sospeso: la Camera ha dato l'ok definitivo alla legge di stabilità, e sono passate anche la legge sulle liste pulite e la riforma della professione forense. Non ce l'hanno fatta il decreto svuota-carceri e quello che riduce le firme per la presentazione delle liste elettorali.

Terminata la riunione del Consiglio dei ministri. Il premier Mario Monti, rende noto palazzo Chigi, ha firmato "il decreto che recepisce le linee guida sul rendiconto" dei gruppi consiliari dei Consigli regionali che permetterà di "evitare il ripetersi delle vicende che hanno visto indagati per peculato capigruppo e consiglieri nel Lazio, Lombardia e altre regioni".

"Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha informato il Consiglio di aver firmato il decreto che recepisce le linee guida sul rendiconto di esercizio annuale dei gruppi consiliari dei Consigli regionali approvate dalla Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, regioni e province autonome di Trento e Bolzano", si legge nella nota. "La legge 213 del 2012 - prosegue il comunicato - prevede infatti che ciascun gruppo consiliare dei Consigli regionali approvi un rendiconto di esercizio annuale, strutturato secondo linee guida deliberate dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e recepite con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, per assicurare la corretta rilevazione dei fatti di gestione e la regolare tenuta della contabilità, nonché per definire la documentazione necessaria a corredo del rendiconto. Il rendiconto deve in particolare evidenziare, in apposite voci, le risorse trasferite al gruppo dal Consiglio regionale, con indicazione del titolo del trasferimento, nonché le misure adottate per consentire la tracciabilità dei pagamenti effettuati. Il rendiconto, una volta approvato dal gruppo, deve essere trasmesso, a cura del Presidente del Consiglio regionale, alla competente sezione regionale della Corte dei conti che esercita su di esso il controllo di regolarità". "Grazie al rendiconto - si conclude - non sarà più possibile utilizzare le risorse pubbliche messe a disposizione dei gruppi per fini non istituzionali, evitando il ripetersi delle vicende che hanno visto indagati per peculato capigruppo e consiglieri nel Lazio, Lombardia e altre regioni".

BONANNI, RIMASTO QUASI NULLA DECRETO INIZIALE 
- Il passaggio parlamentare ha cancellato quasi del tutto la bozza della legge di Stabilità che il governo aveva presentato alle parti sociali. Lo afferma il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, basandosi sullo studio realizzato dal dipartimento fiscale del sindacato, da cui emerge che "il Parlamento ha cancellato, per puro calcolo elettorale, i vantaggi della riduzione dell'Irpef per i lavoratori, le famiglie senza figli, gli incapienti ed i pensionati, avvantaggiando invece solo le imprese che ottengono sgravi importanti anche sull'Irap".

di Giovanni Innamorati

La legge di stabilità targata Monti é stata approvata dal Parlamento, dopo il sì alla fiducia votato dalla Camera. Dopo la firma del presidente Napolitano il testo sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e allora sarà legge a tutti gli effetti. A quel punto tutte le categorie interessate potranno scartabellare tra i 560 commi che la compongono e che non sono stati ancora tutti sviscerati. Quel che è certo è che l'impatto finanziari, dopo il travagliato passaggio in Senato, è raddoppiato da 15 a 32,4 miliardi. E alla Camera sono piovute le polemiche nei riguardi del Senato, del Tesoro e della Ragioneria generale dello Stato per la trasformazione della legge in un testo che "ha travolto le regole della contabilità e della finanza pubblica", come ha detto il relatore a Montecitorio, Pier Paolo Baretta (Pd). Questo non si ripeterà nella prossima legislatura visto che il Senato, nella sera di giovedì, ha approvato definitivamente la legge di attuazione del pareggio di bilancio in Costituzione che rende ancora più rigide le regole di contabilità, con l'arrivo di un Organismo indipendente dei conti, e con la sperimentazione del budget a "base zero" dal 2014. La Camera ha confermato la fiducia al governo con 373 sì, 67 no e 15 astenuti. Nel voto finale sul provvedimento, l'ultimo della legislatura, ci sono stati 309 sì, 55 no e 5 astenuti, con molti deputati già in fuga con il loro trolley. Naturalmente nulla è stato modificato rispetto a quanto approvato dal Senato, ma agli inquilini di Montecitorio con è piaciuto il lavoro dei colleghi di Palazzo Madama. che hanno ricevuto un testo di 210 commi e con un valore di 15 miliardi, e ne hanno restituito un altro di 560 commi (questo il numero definitivo) e un impatto di 32,4 miliardi, nel quale sono aumentate sia le entrate che le spese. Certo, come ha osservato il sottosegretario Gianfranco Polillo, "il cambio di fase politica, cioé la crisi di governo" ha indotto l'esecutivo a inserire nel testo il Milleproroghe e altri decreti. Ma i senatori, hanno accusato i deputati, ci hanno messo del loro. Ed anche Tesoro e Ragioneria generale dello Stato sono stati meno rigorosi con i senatori che non con i deputati. Il "paradosso" segnalato dal presidente della commissione Bilancio, Giancarlo Giorgetti (Lega) è che il Senato, dopo aver votato questa legge di stabilità ha approvato, giovedì sera, la legge di attuazione del pareggio di Bilancio in costituzione, l'ultimo degli adempimenti richiesto all'Italia dal Fiscal compact. Non solo viene istituito un Organismo indipendente di controllo sui conti pubblici, che si chiamerà Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), come in altri paesi europei e negli Usa, ma coraggiosamente si prevede che dal 2014 si studi il budget "a base zero". In pratica, a parte alcune poche voci di spesa rigide, per tutte le altre non si partirà ogni anno dalla spesa storica bensì si riprogrammerà la stessa spesa, così non solo si risparmierà ma le risorse verranno riallocate di volta in volta nel modo migliore per far crescere il Paese.

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