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Scontro sulla data voto, Berlusconi chiede il rinvio

Slitta l'incontro con la stampa di fine anno

19 dicembre, 11:17
Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi
Scontro sulla data voto, Berlusconi chiede il rinvio

Silvio Berlusconi punta i piedi: le elezioni anticipate devono slittare. La road map verso il voto di febbraio oggi ha subito un colpo di arresto. Il Pdl ha chiesto un rinvio di una o due settimane delle elezioni, motivandolo con la necessità di garantire al meglio il voto degli italiani all'estero. Senza rinvio, secondo il settore elettorale del pdl, il voto all'estero si risolverebbe in un caos. Poi è arrivata la dichiarazione di Berlusconi, che a Porta a Porta ha rafforzato il concetto: "Questa fretta di andare alle elezioni è una forzatura inutile". Ed è subito scontro, con il Pd che conferma di essere pronto per le elezioni.

Qualcuno, nello schieramento avverso, sospetta che la richiesta del partito di Berlusconi abbia ragioni diverse dalla preoccupazione di come si vota nelle Americhe o in Oceania e che nasconda invece il desiderio del cavaliere di avere più occasioni di apparire in tv senza le limitazioni imposte dalla par condicio(che scattano implacabilmente con l'avvio ufficiale della campagna elettorale). In fondo anche Berlusconi ammette che se avesse "la possibilità di spiegare le nostre ragioni" ai vecchi elettori, il pdl potrebbe ribaltare i sondaggi e puntare al 40 per cento. Anche l'atteggiamento del pdl alla Camera, dove Cicchitto ha preannunciato che il suo gruppo si prenderà "tutti il tempo necessario" per esaminare la legge di stabilità, si inserisce nella stessa strategia di allontanamento del voto. Ne è convinto il Pd, che con Franceschini accusa Cicchitto e compagni di aver messo in atto un'azione "dilatoria" con l'obiettivo di allontanare le urne. Mentre Pier Luigi Bersani ammonisce: "Non possono usare il Parlamento, la legge di stabilità per i loro problemi".

BERLUSCONI, AVETE BISOGNO DI ME - Silvio Berlusconi è inarrestabile. Per quasi due ore, ospite di Porta a Porta, il Cavaliere sgombra il campo a chi aveva ancora dubbi sulla sua intenzione di voler tornare in prima linea. "Avete bisogno di me e quindi non mi astengo quando sento il dovere di prestare il soccorso a chi ha bisogno", risponde il Cavaliere a Bruno Vespa che gli chiede se "è vero che si ripresenta". ''Io punto al 40%, avendo una montagna di argomenti, spiegando che in Italia non c'e' alternativa alla mia proposta", dichiara.

Un avvertimento diretto al premier Mario Monti a cui Berlusconi si prepara a fare 'la guerra' nel caso il Professore scegliesse solo i centristi. Ed è proprio a Fini e Casini che rivolge le parole più dure: "quei due sono persone orrende, anzi orrendissime", è l'accusa. "Se Monti sciogliesse il dubbio e dicesse di essere disposto a fare il candidato premier di tutti i moderati io farei un passo indietro da candidato premier e sarei felicissimo - aggiunge, però - Lui avrebbe sotto di sé un Pdl che è sempre stato leale al governo tecnico e non gli ha mai votato contro". "Se Monti non ammette noi non federa i moderati. Solo con tutti io mi ritirerei e darei il mio sostegno necessario alla vittoria dei moderati".

"Io penso che la Lega sarà con noi nella coalizione dei moderati, ne sono sicuro. Il contrario sarebbe illogico e un disastro per l'Italia e non credo che per la Lega possa esserci un'altra soluzione se non un'alleanza con noi", aggiunge il Cavaliere. 

"Io non ho frenato la legge elettorale. Si è frenata perché Monti ha dato le dimissioni" e "poteva anche non darle perché noi non lo abbiamo sfiduciato", afferma il leader Pdl. 

''Le tv che fanno capo alla mia societa' non hanno mai fatto una trasmissione nemmeno di un'ora orientata contro la sinistra. Pensi a cosa fa la tv pubblica, pensi a Benigni ieri sulla tv pubblica. Sulla tv possiamo dare lezioni a tutti'', dice il Cavaliere.

"Se la Germania non si convince che la Bce deve fare la Banca centrale a tutti gli effetti, se non si abbassano i tassi e se non possiamo trovare il denaro saremmo costretti anche se è un danno per l'Eurozona, a uscire dall'euro e a tornare alla nostra moneta per essere competitivi", dichiara l'ex premier a Porta a porta. "Nel novembre del 2011 si sono verificate delle vicinanze di interesse per cui si è realizzato quell'imbroglio dello spread che è stato preso da tutti per uno cosa drammatico. nessuno sapeva cosa fosse".

IL CONFRONTO A DISTANZA BERLUSCONI-CASINI - "Sono così persuaso che Berlusconi sia un leader populista che nulla ha a che fare con i moderati europei, che se non facessi il tifo per Monti, riterrei moralmente doveroso presentare la mia candidatura per evitare all'Italia nuove disavventure". Lo dice Pier Ferdinando Casini.

"Ho offerto a Monti di essere federatore dei moderati, ma dopo quello che ha detto Casini si mette fine a questa possibilità. Non credo che a Monti convenga mettersi in un partito con Casini e Montezemolo, passerebbe da deus ex machina a piccolo protagonista della Repubblica". Così replica Silvio Berlusconi a Porta a Porta.

MARTENS CONTRO IL CAV., LITE SU INVITO MONTI AL PPE - Sempre più difficili i rapporti tra Silvio Berlusconi ed il Partito Popolare Europeo (Ppe): oggi c'é stato un inusuale botta e risposta tra il cavaliere ed il presidente del Ppe Wilfred Martens.

"Sono stato io a suggerire" di invitare Monti "ai colleghi del Ppe che temono che l'Italia possa andare a sinistra come è successo per la Francia, dove molti scappano perché le tasse sono aumentate", afferma il Cavaliere. "Siamo stati noi insieme al Ppe, in quella sede avendo parlato con i miei colleghi con cui mi legano profondi vincoli di stima" ad invitarlo "e ho pressato il presidente Martens perché lo invitasse e si facesse l'invito a Monti per tenere insieme i moderati", aggiunge.

"Nessuno mi ha chiesto di invitare Monti alla riunione del Ppe, è stata una mia iniziativa totalmente personale": lo dice il presidente del Ppe Wilfred Martens chiamando l'ANSA. Una secca smentita.

Il presidente Martens "evidentemente non vuol fare vedere di essere stato influenzato da me. E' una scusa per gli altri colleghi. Ne ho discusso con lo spagnolo Lopez", è la replica di Berlusconi.

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