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Dismissioni, 10 miliardi in un mese

Entro 3 mesi Fintecna, Sace, Simest a Cdp

15 giugno, 15:08

ROMA  - Entro 3 mesi la Cassa depositi e prestiti potrà acquistare le quote dello Stato in Fintecna, Sace e Simest, per l'avvio del programma di dismissioni. Lo prevede il testo del decreto esaminato oggi in consiglio dei ministri.

La cessione di Fintecna, Sace e Simest a Cdp avrà "un impatto importante sulle entrate. Stimiamo da questa vendita circa 10 miliardi. E verrà conclusa la parte iniziale entro un mese. Avremo una pari riduzione del debito o interverremo sui ritardi nei pagamenti". Lo ha detto il viceministro all'Economia, Vittorio Grilli.

Lo stesso sistema usato per le cessioni immobiliari sarà utilizzato per le proprietà mobiliari. Lo Stato ha un piccolo patrimonio di società e migliaia di altre società fanno parte del patrimonio delle municipalizzate. Potranno essere cedute". Ha detto il viceministro all'Economia.

L'importo complessivo delle vendite immobiliari "presumibilmente si aggirerà intorno ai 10 miliardi che sarà utilizzato a riduzione del debito ivi compreso quello derivante dal debito commerciale a favore delle imprese". Lo si legge in una nota di Palazzo Chigi.

Arriva il fondo immobiliare al quale andranno tutti gli immobili pubblici sia dello Stato (caserme incluse) sia degli enti territoriali. Gli immobili anche con l'ausilio di Cdp saranno valorizzati e venduti. Gli enti proprietari avranno quote di partecipazione e risorse liquide per ridurre il proprio debito.

IN BALLO 500 MLD. FINTECNA VERSO CDP - Una cifra enorme: tra i 400 e i 500 miliardi di euro per abbattere il debito pubblico e ridare fiato all'economia (meno interessi da pagare) e credibilità all'Italia (con una discesa molto più rapida del rapporto debito-Pil). Ma anche risorse fresche alle istituzioni locali coinvolte nel progetto. Così il Governo torna a parlare di dismissioni di immobili, attività più volte annunciata ma solo in parte attuata anche da tutti i precedenti governi. E non è escluso che un primo confronto sul tema arrivi durante il Cdm dove, dice il presidente dell'Anci Graziano Delrio, su un decreto ad hoc. "In tema di dismissioni - ricorda Delrio - il fondo messo a disposizione da Cassa Depositi e Prestiti, d'intesa con il Demanio, è consistente" e dovrebbe superare 1 miliardo di euro.

E proprio di questo si potrebbe parlare informalmente in Cdm, cioé del passaggio di Fintecna sotto Cassa Depositi e Prestiti e della nascita di una Sgr (società gestione risparmio) alla quale verrebbe affidato proprio il compito di valorizzare gli asset pubblici che uscirebbero così dal perimetro della P.a.. Non solo: l'operazione consentirebbe di raggruppare buona parte del patrimonio immobiliare pubblico attualmente 'sparso' tra amministrazione centrale, amministrazioni locali, società, ecc. L'operazione complessiva è stata annunciata da Monti dopo un notevole pressing da più parti: "non solo non escludiamo la cessione di quote dell'attivo del settore pubblico, ma la stiamo preparando come abbiamo già annunciato e presto seguiranno degli atti concreti". E oggi il ministro per lo Sviluppo, Corrado Passera, spiega: "la dismissione dei beni è una delle tre leve di sviluppo, lo avevamo detto fin dall'inizio. Per trovare risorse occorre puntare su lotta all'evasione, spending review e valorizzazione dell'asset pubblico; tre leve che ora devono andare in parallelo". Buona l'accoglienza delle intenzioni del governo da parte dei rappresentanti della politica nazionale e locale che però chiedono che non si tratti di una "svendita" e puntano i piedi all'ipotesi di cedere anche i "gioielli" storici e artistici delle loro città. Perplessi però i Verdi che parlano di "sospensione della sovranità democratica". Mentre per il segretario dei Ds, Pierluigi Bersani, "l'ipotesi di dismissione dei beni pubblici se è quello che penso ed è la proposta dell'Anci è una cosa positiva. Va ben organizzata, non è una mole epocale ed è positivo". Complessivamente immobili, partecipazioni, infrastrutture, risorse naturali, beni culturali valgono oltre 1.800 miliardi di euro. Una quota, 675 miliardi di euro, è "fruttifera", e una valorizzazione - secondo calcoli fatti dal Tesoro - potrebbe dare anche 10 miliardi di euro l'anno a regime. L'ammontare del patrimonio al quale si guarda (perché una buona parta è 'indisponibile') è nell'ordine dei 400-500 miliardi di euro. I soli immobili pubblici, che valgono 500 miliardi di euro, fanno capo a 9.000 istituzioni. Le società in cui lo Stato ha una partecipazione sono oltre 13 mila. Il valore per le sole società a livello nazionale è di oltre 44 miliardi. Dei 500 miliardi riferiti a immobili, sempre secondo calcoli fatti dal ministero dell'Economia, il 5-10% è vendibile in 3-4 anni.

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