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Lista gay, procura avvia inchiesta

Dopo la diffusione di una lista di dieci politici 'omofobi e gay' su un blog

24 settembre, 15:41
Lista gay, procura avvia inchiesta
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Lista gay, procura avvia inchiesta

ROMA - La Procura di Roma ha aperto un fascicolo processuale, per il momento contro ignoti, sulla vicenda della lista di dieci politici indicati da un blog come presunti gay, da un lato, ed integerrimi difensore del rigore dei costumi, dall'altro. Illecito trattamento dei dati sensibili (articolo 167 del codice della privacy) attinenti, nel caso in questione, la sfera sessuale, il reato ipotizzato.

L'inchiesta è affidata al Procuratore aggiunto Nello Rossi, e al sostituto Eugenio Albamonte, entrambi del pool reati informatici - violazione della privacy. Gli inquirenti hanno incaricato la polizia postale di risalire ai responsabili della divulgazione dei dati anche se è già noto che l'immissione dei nominativi nel sito "listahouting" è avvenuta in California e ciò comporta una serie di problemi in quanto, per procedere, sono necessarie le rogatorie internazionali. Il fascicolo processuale è stato aperto d'ufficio, ma non è escluso che nei prossimi giorni possano arrivare sul tavolo dei magistrati denunce per diffamazione da parte dei politici chiamati in causa.

Ieri, puntuali come avevano preannunciato, gli autori del blog ''listaouting.wordpress.com'' hanno diffuso la lista di dieci personaggi pubblici che, secondo informazioni dello stesso blog, sarebbero omosessuali anche se non hanno mai fatto dichiarazioni pubbliche in proposito. La decisione di pubblicare un elenco di uomini pubblici omosessuali, in questo caso politici, aveva scatenato nei giorni scorsi polemiche all'interno della comunita' Lgtb.

CARFAGNA: BUFALA CHE FOMENTA L'INTOLLERANZA - "Una bufala, cinica e violenta: diffamazione gratuita che non aiuta certo la causa della lotta contro l'omofobia, anzi, fomenta l'intolleranza e, quindi, la violenza". Così il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, sulla pubblicazione, in rete, da parte di anonimi, di una lista di presunti politici omofobi. "Il ricorso all'idea di "lista", poi, riporta alla nostra memoria orrori del passato che non si ripeteranno. Tutti coloro che si battono per il rispetto degli omosessuali e dei loro diritti oggi condannano questa iniziativa ritenendola discriminatoria, sbagliata e controproducente: utilizzare il presunto orientamento sessuale come strumento politico è una bassezza". "Il diritto e la libertà di essere se stessi è un principio fondamentale della Repubblica e tutti dovrebbero rispettarlo", conclude Carfagna.

ARCIGAY: UN MISEREVOLE RIGAGNO DI PETTEGOLEZZI - "Una pagina da operetta: la strombazzatissima lista di politici gay omofobi è stata pubblicata con ben 20 minuti di anticipo, e contiene 10 nomi di politici, nessuna prova, nessuna evidenza della loro omofobia, nessun dossier, nessuna fonte verificata o verificabile, almeno per ora". E' quanto afferma Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay. "Alcuni dei nomi sono chiacchierati e, di bocca in bocca, corre la presunzione della loro omosessualità. Alcuni sono molto omofobi, altri non hanno mai espresso pubblicamente il loro pensiero sull'argomento, ma hanno votato contro una timidissima legge contro l'omofobia. Nessuno di loro è politicamente difendibile, ci mancherebbe, ma quello di cui sono oggetto è banale gossip da parte di anonimi", ha aggiunto Patané. "Qui siamo oltre la valutazione dello strumento outing, da cui ci siamo da subito discostati in coerenza con la nostra cultura, la nostra tradizione ed i nostri principi, qui siamo di fronte ad un miserevole rigagnolo di pettegolezzi senza fondamento preciso che finisce per ingannare le aspettative delle persone, la loro rabbia e la sofferenza per la mancanza di diritti. L'operazione così conclusa non ha alcun valore ma solo il ridicolo della sua inconsistenza e il cinismo con cui ha giocato sulla stanchezza delle persone lgbt", ha concluso Arcigay.

CORSARO: MEGLIO COSI' CHE TRA INTERISTI OCCULTI - "Mi era giunta notizia che il mio nome sarebbe stato strumentalmente inserito in un elenco infamante. Per un attimo ho temuto che mi inserissero in quello degli interisti occulti. Tutto sommato meglio così ... ". Il vice presidente vicario del Pdl alla Camera, Massimo Corsaro, commenta con ironia la pubblicazione del suo nome nella lista di 10 politici che, secondo un blog pirata, sarebbero segretamente gay.

BACCINI: HO CENTINAIA DI DONNE IN APPRENSIONE - "Sono seriamente preoccupato perché ho già ricevuto un centinaio di telefonate di donne in apprensione, a cominciare da mia moglie Diana". E' questo il commento ironico di Mario Baccini, impegnato in una riunione a Milano, dopo aver scoperto di essere stato inserito nella outing list di gay e omofobi. "A seguito della notizia - ha aggiunto Baccini - mi hanno assicurato che si sta costituendo un comitato femminile per la tutela del maschio latino che lancerà una campagna di adesioni e raccolta firme affinché l'Unesco mi riconosca come maschio patrimonio dell'umanità".

FORMIGONI: FANTASIE MALATE, TUTTE SCIOCCHEZZE - "Fantasie malate di personaggi inqualificabili. Non perdete tempo a seguire queste sciocchezze estreme". Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha commentato così, a margine di un incontro al Pirellone, la pubblicazione del suo nome nella lista di 10 politici che, secondo un blog pirata, sarebbero segretamente omossessuali e omofobi.

GAYLIB: PROVE O E' BOOMERANG CONTRO NOSTRA LOTTA - "La lista dei dieci nomi di presunti gay omofobici rischia di concretizzarsi in un boomerang nei confronti della lotta per i diritti civili delle persone omoaffettive: chi l'ha fatta procuri le prove o si renda conto di aver creato un danno a tutti noi". Ad affermarlo è Enrico Oliari, presidente di GayLib (gay di centrodestra) e membro dell'assemblea nazionale di Futuro e Libertà, il quale continua dicendo che "non è con il pettegolezzo violento, sia esso presunto o fondato, che noi omosessuali italiani vinceremo la nostra battaglia di giustizia e di libertà, ma insistendo, come abbiamo fatto fino ad oggi, nell'abbattere il muro dei pregiudizi". "Al riconoscimento della coppia gay nel resto d'Europa - ha concluso Oliari - ci si è arrivati con la mediazione, la perseveranza e la proposta costruttiva, non con lo scontro ideologico: quello lasciamolo ai nostri oppositori".

CONCIA, APRIAMO UNA RIFLESSIONE E NON GUERRA BANDE - "L'outing rappresenta una pratica estrema e violenta che non fa parte della mia cultura politica, ma in questo caso è senza dubbio figlia dell'esasperazione dei cittadini omosessuali e transessuali che ogni giorno sono vessati e costretti a subire discriminazioni inaccettabili e sono cittadini senza alcun diritto". Lo dichiara la deputata Pd, Anna Paola Concia. "Voglio fare un appello, a tutti, sia a coloro che sono a favore, sia a coloro che sono contrari l'outing: non trasformiamo questa vicenda così delicata in una guerra tra bande. Da questa pratica estrema mi piacerebbe che scaturisse una riflessione collettiva su cosa significa la coerenza in politica, quali siano i limiti della privacy per i politici e su come viene percepita l'omosessualità nel nostro paese". "Sono convinta che se si aprisse una riflessione seria e condivisa su questa vicenda, il nostro paese potrebbe uscirne arricchito". "Io sono disponibile sin da subito a ragionare su questi tre temi: coerenza in politica, privacy e percezione dell'omosessualità nel nostro paese", conclude.

GRILLINI,VIOLA PRIVACY, CONTIENE OMOFOBI PATENTATI - "E' sbagliato fare una lista di nomi, violando la privacy delle persone anche se, in alcuni casi, si tratta di omofobi patentati che fanno una politica senza coerenza con la propria identità". Lo afferma in una nota il responsabile diritti civili e associazionismo dell'IdV, Franco Grillini. "La pratica dell'outing ci lascia perplessi, perché la lotta politica si fa, mettendoci la faccia e correndo anche i relativi rischi. A differenza, invece, di quanto è avvenuto con la pubblicazione dei dieci nomi fatta da anonimi, su un sito registrato all'estero". Grillini aggiunge: "Volendo trovare qualcosa di positivo in questa vicenda possiamo riflettere sulla gigantesca ipocrisia di molte persone di potere che sostengono una politica omofoba, clericale, opponendosi all'affermazione dei diritti civili per poi combinarne di tutti i colori nella vita personale, come fa Berlusconi. In un paese normale, con un normale standard democratico, queste persone sarebbero costrette immediatamente alle dimissioni. Ma, si sa, l'Italia non è un paese normale".

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