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Napolitano: lesi nostri diritti, ferita aperta

07 settembre, 14:22

Il caso Battisti resta per l'Italia una ferita aperta, anzi di piu', ''una lesione profonda''. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, torna a dolersi della mancata estradizione dal Brasile del terrorista italiano condannato per omicidio e banda armata, e l'occasione per far tornare a sentire la sua voce sulla vicenda e' una lettera di ringraziamento scritta all'ex giudice istruttore di Milano, Giuliano Turone, autore di un libro sul caso Battisti, appena edito.

Il capo dello Stato, che gia' a maggio aveva definito ''incomprensibile'' la decisione del Tribunale Supremo del Brasile e manifestato la sua apprensione per una sentenza ''lesiva'' sia degli accordi tra i due Paesi, sia delle ''ragioni della lotta al terrorismo'', ha scelto il libro di Turone tra le letture a cui si e' dedicato durante le vacanze e il 19 agosto, ancora prima di una nuova intervista in cui il terrorista italiano si proclama innocente e soprattutto non pentito (''non posso pentirmi di quello che non ho commesso''), ha preso carta e penna per ringraziare l'autore del libro che, dice, ''ho letto con interesse''.

Nella ''approfondita'' ricostruzione, apprezzata dal Capo dello Stato, l'ex giudice istruttore riporta infatti sia le azioni criminali per le quali il terrorista dei Proletari armati e' stato condannato in tre gradi di giudizio, sia le vicende connesse alla sua estradizione. E nella lettera, ''come ricorda nel libro'' Napolitano ribadisce di aver ''sempre promosso e sostenuto ogni iniziativa per ottenere dal Brasile la consegna di Battisti all'Italia e deplorato la decisione, a noi contraria, del Supremo Tribunale Federale''. Soprattutto, sottolinea il Presidente della Repubblica, ''l'esito negativo della procedura ha un significato profondamente lesivo del rispetto dovuto agli accordi sottoscritti e alle ragioni della lotta contro il terrorismo e per la difesa nel suo ordinamento costituzionale, che l'Italia - sottolinea Napolitano - ha condotto nella piena osservanza delle regole di uno Stato di diritto'' . Ma quello che a Napolitano preme constatare, condividendo il giudizio con l'ex giudice, e' la frustrazione per il fatto che l'Italia non sia riuscita a trasmettere all'estero il gravoso impegno con cui il Paese, tutto, si e' adoperato per combattere il terrorismo. ''Sono ancora convinto, come gia' dissi nel gennaio 2011, che non siamo riusciti - istituzioni, politica, cultura ed espressioni civili - a far comprendere cosa abbia significato per noi la vicenda del terrorismo''. E, rimarca Napolitano, ''quale forza straordinaria sia servita per batterlo''.

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