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Papa: urgente cambiare gli stili di vita

Pontefice invita a prendere sul serio la 'crisi economica' di cui si e' occupato anche il G20

14 novembre, 22:01
Benedetto XVI
Benedetto XVI
Papa: urgente cambiare gli stili di vita

CITTA' DEL VATICANO - La ''tentazione per le economie piu' dinamiche'', nella economia della crisi, e' ''ricorrere ad alleanze vantaggiose'' ma ''gravose per gli Stati piu' poveri'', con prolungamento di ''situazioni di poverta' estrema di masse di uomini'' e prosciugamento delle ''risorse natuali''. Lo denuncia il Papa all'Angelus, appellandosi ai paesi ''di antica industrializzazione'' ad abbandonare ''stili di vita improntati a un consumo insostenibile'', ''dannosi per l'ambiente e per i poveri''.

"Nell'attuale situazione economica, - ha denunciato il Papa - la tentazione per le economie più dinamiche è quella di rincorrere alleanze vantaggiose che, tuttavia, possono risultare gravose per altri Stati più poveri, prolungando situazioni di povertà estrema di masse di uomini e donne e prosciugando le risorse naturali della Terra". "Inoltre, malgrado la crisi, - ha aggiunto - consta ancora che in Paesi di antica industrializzazione si incentivino stili di vita improntati ad un consumo insostenibile, che risultano anche dannosi per l'ambiente e per i poveri. Occorre puntare, allora, in modo veramente concertato, su un nuovo equilibro tra agricoltura, industria e servizi, perché lo sviluppo sia sostenibile, a nessuno manchino il pane e il lavoro, e l'aria, l'acqua e le altre risorse primarie siano preservate come beni universali (. E' fondamentale per questo coltivare e diffondere una chiara consapevolezza etica, all'altezza delle sfide più complesse del tempo presente; educarsi tutti ad un consumo più saggio e responsabile; promuovere la responsabilità personale insieme con la dimensione sociale delle attività rurali, fondate su valori perenni, quali l'accoglienza, la solidarietà, la condivisione della fatica nel lavoro. Non pochi giovani hanno già scelto questa strada; anche diversi laureati tornano a dedicarsi all'impresa agricola, sentendo di rispondere così non solo ad un bisogno personale e familiare, ma anche ad un segno dei tempi, ad una sensibilità concreta per il bene comune".

E' "decisivo" un "rilancio strategico dell'agricoltura", contro la disoccupazione e contro gli eccessi della "industrializzazione". Lo chiede il Papa all'Angelus, dopo il recente G20, invitando a "rivalutare l'agricoltura non in senso nostalgico ma come risorsa indispensabile per il futuro".

Dopo aver invitato a una revisione profonda dello sviluppo economico globale, sull'onda della crisi, Benedetto XVI ha ricordato che "In questo quadro, appare decisivo un rilancio strategico dell'agricoltura. Infatti, il processo di industrializzazione talvolta ha messo in ombra il settore agricolo, che, pur traendo a sua volta beneficio dalle conoscenze e dalle tecniche moderne, ha comunque perso di importanza, con notevoli conseguenze anche sul piano culturale. Mi pare il momento per un richiamo a rivalutare l'agricoltura non in senso nostalgico, ma come risorsa indispensabile per il futuro".

Il Papa chiede una ''revisione profonda del modello di sviluppo globale'' e con forza invita a ''prendere sul serio la 'crisi economica' di cui si e' occupato anche in questi giorni il G20. Serve lavoro, la cui ''importanza'' per l'umanita' non va mai dimenticata, e servono politiche contro la disoccupazione.

Appello del Papa per Haiti, che dopo il terremoto affronta il colera. "In questo momento, - ha detto Benedetto XVI durante l'Angelus - desidero rinnovare la mia vicinanza alle care popolazioni di Haiti, che, a causa del terribile terremoto del gennaio scorso, soffrono ora per una grave epidemia di colera". "Incoraggio - ha aggiunto - tutti coloro che si stanno prodigando per questa nuova emergenza e, mentre assicuro il mio particolare ricordo nella preghiera, faccio appello alla Comunità internazionale, affinché aiuti generosamente quelle popolazioni".

 

A partire da un brano di San Paolo letto oggi durante la messa il Papa ha ricordato "l'importanza del lavoro per la vita dell'uomo". "La crisi economica in atto, di cui si è trattato anche in questi giorni nella riunione del cosiddetto G20, - ha argomentato - va presa in tutta la sua serietà: essa ha numerose cause e manda un forte richiamo ad una revisione profonda del modello di sviluppo economico globale. E' un sintomo acuto che si è aggiunto ad altri ben più gravi e già ben conosciuti, quali il perdurare dello squilibrio tra ricchezza e povertà, lo scandalo della fame, l'emergenza ecologica e, ormai anch'esso generale, il problema della disoccupazione".

Il Papa ha invitato i fedeli a partecipare alla veglia di preghiera per la "vita nascente" che si terrà sabato prossimo in piazza San Pietro e in tutte le chiese del mondo. "L'iniziativa - ha detto dopo l'Angelus - è in comune con le Chiese particolari di tutto il mondo e ne ho raccomandato lo svolgimento anche in parrocchie, comunità religiose, associazioni e movimenti. Il tempo di preparazione al Santo Natale è un momento propizio per invocare la protezione divina su ogni essere umano chiamato all'esistenza, anche come ringraziamento a Dio per il dono della vita ricevuto dai nostri genitori". Nei saluti in italiano invece Benedetto XVI si è rivolto particolarmente alle Confraternite, che nella piazza avevano partecipato a una messa celebrata dal cardinale Tarcisio Bertone. "Saluto infine con affetto - ha detto il Papa - i pellegrini di lingua italiana, in particolare le numerose Confraternite, che hanno appena partecipato alla Santa Messa presieduta per loro dal Cardinale Bertone. Cari amici, - ha aggiunto - vi ringrazio ed auguro ogni bene per il vostro impegno spirituale e sociale".

Un caloroso applauso ha accolto le parole del Papa quando, al termine dell'Angelus recitato dalla finestra del suo studio su piazza San Pietro, ha rivolto un pensiero all'Iraq e alla sua popolazione che soffre. :"Saluto anche gli iracheni qui presenti, - ha detto papa Ratzinger - invoco il dono della pace per il loro paese". Nell'ultimo periodo si sono intensificati nell'Iraq già provato dalle conseguenze della guerra e della transizione, gli attacchi alla minoranza cristiana, culminati nell'assalto a una chiesa di Baghdad rivendicato da un gruppo collegato ad Al Qaeda, nel quale ci sono state decine di vittime, tra cui donne e bambini. Oggi la Chiesa italiana ha indetto una giornata di preghiera per l'Iraq. Il presidente dei vescovi italiani, Angelo Bagnasco, questa mattina ha invitato a pregare "per l'Iraq, per le vittime e per i carnefici".

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